«Tra le luci dei mosaici e le suggestioni di Classe, Dante trova a Ravenna il sospirato “ultimo rifugio” di una vita tormentata. La città dell’arcivescovo Rinaldo e la corte di Guido Novello da Polenta sono l’oasi di pace in cui il poeta può coltivare l’ispirazione degli ultimi canti della Commedia. Alla sua morte, nel 1321 la costernazione è universale. Ma subito la memoria diventa mito, e il mito diventa identità culturale di quella che da allora in poi sarà “la città di Dante”».1849 Garibaldi in Romagna: il mito della “Trafila”
«Non erano affollate di bagnanti le spiagge di Cesenatico e di Magnavacca, nell’agosto del 1849, né il profilo delle ciminiere si stagliava all’orizzonte delle valli e delle pinete di Ravenna. Per una pura casualità, in quell’estate di post-rivoluzione la grande storia, nella persona del condottiero indomito e perseguitato, passò per le strade della Romagna, percorrendola dai boschi alle paludi, dalle città ai borghi sperduti fra valli e colline. La grande politica nazionale, negli abiti romantici della fuga e del dramma d’amore, creava il nuovo mito fondante della Romagna moderna».[vc_single_image image=”6938″ img_size=”medium”]
GIULIA REINA
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