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Ravennati in marcia contro il buio. “Non ha senso avere paura per risparmi così minimi”

Un corteo piccolo ma buono si è radunato questa sera in piazza XX settembre a Ravenna. Circa un’ottantina di persone, tra cittadini e commercianti, che, armata di torce e cellulari, ha deciso di marciare per riavere la pubblica illuminazione in contrasto dunque le recenti decisioni dell’amministrazione comunale nell’ottica di arginare il ‘caro bollette’.

 

La discussione nasce dal provvedimento dello scorso 21 novembre con cui il Comune di Ravenna, infatti, ha stabilito lo spegnimento delle luci dal lunedì al venerdì dall’1 alle 5 di notte; il sabato, la domenica e i festivi dalle 2.30 alle 5. Un provvedimento è destinato a restare in vigore fino al prossimo 30 aprile, salvo un cambio di orientamento

 

Molteplici le motivazioni dei partecipanti. C’è chi si lamenta del timore di rientrare a casa al buio, chi protesta perché ritiene che una buona illuminazione riduca i problemi della pubblica sicurezza sia per i possibili furti in casa che fra le strade della città.

 

«Ho amiche che fanno turni di lavoro anche notturni – spiega una delle manifestanti -. Non si sentivano al sicuro prima, e adesso è anche peggio. Non ha senso avere paura per dei risparmi così minimi». Facendo un calcolo sulla base del costo energetico al chilowattora, infatti, il risparmio è di soli 1.122.062,74 euro, passando dai complessivi 6.052.700,47 euro per 4.000 ore di funzionamento a 4.930.637,73 per 2.713 ore di funzionamento (Iva compresa).

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«Non mi piace la città al buio – rivela una signora in piazza XX settembre -. Vivo in via di Roma, se non ci fossero il Galletti Abbiosi e l’Hotel Bezzi, che sono due punti luci sempre attivi, la strada sarebbe completamente al buio. La prima sera ho pensato a un guasto. Poi, purtroppo, ho appreso la triste notizia. Mi dispiace che la mia via debba essere così».

 

Sono in tanti poi, durante la manifestazione, a chiedersi perché non valutare opzioni alternative come la scelta di attivare l’illuminazione a lampioni alterni o di migliorare l’efficenza dell’impianto energetico, visto che Ravenna ha un numero ridotto di lampioni ‘virtuosi’ a Led. In piccoli gruppi la gente discute del problema, condivide punti di vista.

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A muoversi fra i manifestanti Paola Tizzone che raccoglie le firme per la petizione, con la quale i cittadini richiedono l’interruzione dello spegnimento della pubblica illuminazione, proponendo inoltre  la valutazione di soluzioni alternative al problema economico.

 

«Sono stata accusata di farne un discorso politico – spiega Tizzone, esponente della lista civica Ravenna Viva -, ma per noi si tratta semplicemente di ridare luce alla nostra città e la quantità di firme raccolte dimostra che siamo in tanti a pensarla così. Solo questa sera abbiamo raggiunto quasi 100 firme. Mi chiamano dai vari punti della città perché non abbiamo più fogli per la petizione. Questa nostra proposta sta avendo una forte risonanza, vogliamo dar voce a tutti coloro che non sono d’accordo con questa decisione. Martedì consegnerò sicuramente più di 350 firme!». Tra i partecipanti, da segnalare la presenza di alcuni consiglieri comunali tra cui Nicola Grandi e Filippo Donati di Viva Ravenna, Alberto Ferrero di Fratelli d’italia e di Veronica Verlicchi per La Pigna.

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Foto di Giampiero Corelli