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Ravenna in Comune sul finanziamento pubblico per l’eolico: No, ha lo scopo nascosto per evitare il decommissioning delle piattaforme dismesse

Redazione

Ravenna in Comune sul finanziamento pubblico per l’eolico: No, ha lo scopo nascosto per evitare il decommissioning delle piattaforme dismesse

lunedì 21 Giugno 2021 - 10:42
Ravenna in Comune sul finanziamento pubblico per l’eolico: No, ha lo scopo nascosto per evitare il decommissioning delle piattaforme dismesse

Pare che possa essere assegnato un finanziamento pubblico per la realizzazione del parco eolico (più solare e produzione di idrogeno verde) al largo di Ravenna. Parrebbe una buona notizia. Il costo del progetto Agnes è rilevante: 1,7 miliardi di euro. E assegnargli risorse pubbliche vorrebbe dire aver compreso (finalmente) che non c’è tempo da perdere per salvare la (nostra) vita sul pianeta. Tutti contenti dunque?

No. Spieghiamo perché articolatamente sul nostro blog. In sintesi, il finanziamento del tutto insufficiente (spalmato su tre anni arriva al 4% del costo totale) ha uno scopo neanche tanto nascosto: evitare il decommissioning delle piattaforme dismesse. Lo avevamo chiesto in una interrogazione e non eravamo stati completamente rassicurati. Avevamo ragione a preoccuparci, come spiega in una intervista a Il Fatto Quotidiano il «senatore Paolo Arrigoni, responsabile energia della Lega. Che ha aggiunto come il polo sia strategico anche perché “risponde agli obiettivi di riconversione delle vecchie piattaforme, evitando così i costi di dismissione” alle compagnie petrolifere». Stessa ammissione da parte di de Pascale nelle ultime dichiarazioni rilasciate.

Quello dello smantellamento è un costo ma è anche lavoro “buono”. Il costo è previsto e quindi già a bilancio del “petroliere” a cui spetta. Va a compensare il lavoro di chi smantella. Ma, in Italia, il gruppo ENI fa i salti mortali per girare, a utili imprevisti, i soldi che dovrebbe pagare, per riportare allo stato primitivo i tratti di mare, dove ha installato le sue piattaforme. All’estero, invece, nei paesi dove il decommissioning è già iniziato, proprio la SAIPEM del gruppo ENI è in testa alla corsa per aggiudicarsi i lavori di smantellamento. I committenti nel mare del Nord sono BP, Shell e ConocoPhillips. E anche nel Mare del Nord, potendo, i “petrolieri” eviterebbero i costi. Ma sono costretti a rispettare gli obblighi di concessione cui, invece, ENI vorrebbe sottrarsi. Per questo non ci uniamo al coro dei chicchirichì che va dalla Lega al PD, dai 5stelle a Coraggiosa. Soli. Per raccontare ed opporsi a cose come queste c’è ancora bisogno di Ravenna in Comune.

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