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Ravenna in Comune: Le promesse elettorali del Sindaco

Redazione

Ravenna in Comune: Le promesse elettorali del Sindaco

mercoledì 22 Settembre 2021 - 11:12
Ravenna in Comune: Le promesse elettorali del Sindaco

L’approssimarsi della scadenza elettorale si segnala, anche, per l’incremento esponenziale di promesse elettorali da parte di de Pascale. Venerdì sera ne ha tirate fuori tre in un colpo solo: Via Diaz, Palazzo Vitelloni e Casa Ghigi.

Per la prima ha dichiarato: “ci sono le condizioni per mettere in cantiere da subito nel prossimo mandato un intervento speciale su via Diaz come prima porta di accesso e accoglienza al centro storico”. In dettaglio? Mica si è sbilanciato tanto: “un intervento di riqualificazione e rigenerazione di via Diaz, in dialogo con i privati”. Per Casa Ghigi l’idea è un pelo più definita: “stiamo ragionando di un’operazione pubblico-privata per realizzare appartamenti nei piani superiori e, con quelle risorse, intervenire sul piano terra per riportarvi l’anagrafe”. Quanto a Palazzo Vitelloni: “c’è un dialogo aperto con lo Stato che ha proprio un progetto in corso per concentrare i servizi statali delle città in un unico luogo, che potrebbe essere l’edificio della Banca d’Italia”. Se dovessimo prenderle sul serio ci sarebbe da discutere. Come Ravenna in Comune siamo totalmente contrari alla vendita di un edificio unico e storico del ‘500, Casa Ghigi, per trasformarlo in condominio. E ancora di più ci fa arrabbiare la scusa di far cassa per riportarvi qualche ufficio pubblico al piano terra. Per giunta gli stessi uffici anagrafici che già c’erano e che sono stati delocalizzati apposta. Dell’intervento per via Diaz è difficile dire qualcosa vista l’assoluta indeterminatezza. È più che altro il motivo che ci pone sul chi vive: “per alcuni imprenditori si tratta di una strada che è stata ritenuta interessante”. Come dire che anche per questa l’interesse che smuove le cose sono le possibilità economiche di qualcuno e non il bene collettivo. Anche per Palazzo Vitelloni, un bell’edificio del tardo ‘700, del resto, sembra tutto ruotare intorno ai privati: la Banca d’Italia è da un pezzo che l’ha messo in vendita. Oltre a discuterne nel merito, comunque, interessa ancora una volta sottolineare l’ennesima bordata di promesse da parte di un candidato, l’attuale sindaco, che pur avendo fatto passare invano cinque anni di mandato per realizzare le vecchie promesse si spertica a farne comunque di nuove. Si dirà che le promesse elettorali non sono cosa nuova. Achille Lauro, non il cantante ma il sindaco di Napoli negli anni “50 del secolo scorso, è rimasto nella storia per aver promesso praticamente di tutto pur di ottenere il voto. Invitava gli elettori a mangiare, regalava pacchi di pasta, distribuiva perfino dollari… Una delle più note trovate di Lauro fu quella di consegnare scarpe sinistre promettendo le scarpe destre per dopo il voto. Ottenne 300.000 voti di preferenza alle comunali del 1952. 680.000 alle politiche dell’anno dopo. Dunque, se era già normale 70 anni fa perché ce la prendiamo tanto se vi ricorre anche de Pascale? Forse perché qualche differenza dovrebbe pur esserci tra un politico monarchico di estrema destra di quei tempi ed un piddino di adesso? In effetti qualche differenza la si trova. Lauro le promesse le manteneva e le scarpe destre le consegnava. Le promesse di de Pascale invece…. Dal by-pass sul Candiano al Beach Stadium, dalla circonvallazione al secondo binario per Bologna, non si riesce nemmeno più a ricordarle tutte. Con un’unica certezza che i cinque anni trascorsi ci insegna: nessuna di loro verrà mai realizzata!

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