Ravenna in Comune: Il simbolo non sarà presente alla prossima tornata elettorale, resterà solo un laboratorio politico di discussione per l’intera sinistra della nostra città. - Piu Notizie

Ravenna in Comune: Il simbolo non sarà presente alla prossima tornata elettorale, resterà solo un laboratorio politico di discussione per l’intera sinistra della nostra città.

Redazione

Ravenna in Comune: Il simbolo non sarà presente alla prossima tornata elettorale, resterà solo un laboratorio politico di discussione per l’intera sinistra della nostra città.

sabato 01 Maggio 2021 - 20:34
Ravenna in Comune: Il simbolo non sarà presente alla prossima tornata elettorale, resterà solo un  laboratorio politico di discussione per l’intera sinistra della nostra città.

I partiti che hanno dato origine a Ravenna In Comune oggi si collocano in posizioni diverse soprattutto per quanto riguarda le alleanze elettorali, come abbiamo visto nelle recenti elezioni regionali e comunali. RiC è stata ed è comunque una realtà politica non riconducibile solo alla alleanza tra partiti. La sua caratteristica di essere contemporaneamente una lista civica ed un accordo tra partiti nelle elezioni del 2016 è stata un punto di forza. I partiti fecero un passo indietro e lo hanno fatto in tutti questi anni di legislatura. Nel 2021 non si è quindi stati nelle condizioni di ripartire dai partiti, l’unico possibile scenario per salvare l’esperienza di Ravenna In Comune sarebbe stato quello di ripartire da chi in questi anni c’è stato ed ha lavorato, senza spaccature, anche in tornate elettorali che hanno i nostri aderenti ai partiti collocati su fronti diversi. Due erano i punti fondanti di RiC nel 2016: unitarietà della sinistra e opposizione al PD. Se si fosse ripartiti da questi e discusso solo di questi, in questa fase, già ad ottobre l’unica prospettiva sarebbe stata sicuramente di non trovare un accordo unitario che consentisse di proseguire l’esperienza di RiC. Tra ottobre, in cui in assemblea aprimmo la discussione proprio con questa riflessione, e oggi si è cercato di percorrere questa strada. In assemblea avevamo prospettato due scenari in previsione delle prossime elezioni comunali. Scenari che dipendevano, però, anche dalle scelte dei partiti di cui comunque molte delle persone che si riconoscono in RiC fanno parte, scelte che non sono solo su scala locale. Il primo scenario prospettato fu quello di non presentarsi come RiC alle prossime elezioni e chiudere l’esperienza unitaria, perlomeno come lista elettorale (salvaguardando l’esperienza come associazione culturale-politica di confronto di tutte le anime della sinistra ravennate). L’altro scenario proposto fu quello di rilanciare RiC, ripartendo dall’assemblea formalmente determinata, dai consiglieri e da chi comunque si riconosce e si è sempre riconosciuto in RiC.

Questo ultima proposta e tentativo è stato portato avanti in questi mesi: si è costituita un’assemblea legittimata di RiC, raccogliendo le adesioni di tutte le persone interessate a continuare o ad aderire a RiC con diritto di voto. In questa fase nessun partito si è formalmente iscritto e ha formalmente aderito a RiC pur avendone possibilità statutaria. Ogni partito ha individuato, però, un referente (o più) che in questi mesi ha ampiamente dialogato con i referenti politici Sutter e Manzoli ponendo di volta in volta le proprie richieste, rimostranze o le proprie condizioni minime per aderire ad un progetto comune. Rispetto al cronoprogramma ipotizzato e proposto in assemblea siamo quindi nella fase in cui l’assemblea stessa avrebbe dovuto decidere, prima di tutto, se ci fossero le condizioni affinché RIC si potesse presentare alle prossime elezioni. Nelle ultime due assemblee sono emersi contrasti aspri e posizioni ampiamente inconciliabili. L’assemblea di Ravenna In Comune ieri sera, e nessuno di noi due, ha visto, concordato, approvato né il testo né il titolo, né l’invio del comunicato fatto pervenire alla stampa questa mattina, comunicato che non rispecchia le diverse anime oggettivamente presenti nella nostra lista e associazione. Lo spostamento a ottobre delle elezioni comunali ci ha messo in condizione di tentare fino ad oggi di salvare l’esperienza “Ravenna In Comune” ma crediamo sia giusto lasciare a ciascun partito, movimento, singola socia o singolo socio, la libertà di poter fare le proprie scelte e i propri percorsi politici, essendo venuti a mancare tutti i minimi requisiti per il nostro progetto unitario. Massimo Manzoli continuerà a portare avanti le attività in consiglio comunale fino a fine consigliatura nel pieno rispetto del mandato e del programma politico se l’assemblea confermerà questo suo ruolo, ma siamo convinti che l’esperienza della lista per come nata nel 2016 sia chiusa e che l’associazione “Ravenna In Comune” e il simbolo di “Ravenna In Comune” non dovranno esser presenti alla prossima tornata elettorale per l’elezione del consiglio comunale di Ravenna nel 2021. Il lavoro fatto in tutti questi anni, gli spunti emersi nei recenti gruppi di lavoro programmatici, le decine di persone e collaborazioni strette durante questo mandato, potranno continuare a vivere nell’associazione “Ravenna In Comune” che potrà diventare un laboratorio politico di discussione per l’intera sinistra della nostra città. Raffaella Sutter – Massimo Manzoli

Chi è Ravenna in Comune

Ravenna in Comune, come noto, è lista di cittadinanza e di opposizione presente in Consiglio Comunale in rappresentanza di partiti e movimenti di sinistra che non si riconoscono nella maggioranza a guida PD. Ieri 29 aprile si è tenuta l’Assemblea dell’Associazione, braccio organizzativo di Ravenna in Comune, che si è occupata di come proseguire l’esperienza sin qui svolta in vista delle prossime elezioni amministrative. Sono state presentate più mozioni che hanno contribuito ad arricchire il dibattito. È stata confermata l’unità di vedute su quanto rende il progetto Ravenna in Comune radicalmente diverso dalle posizioni delle forze attualmente presenti in Consiglio Comunale. Il nostro progetto, a livello generale, è quello di realizzare una società fondata su una dimensione collettiva, più giusta e inclusiva rispetto a quella selettiva ed escludente del liberismo attualmente imposto come modello unico. D’altra parte, poiché ci dobbiamo occupare delle politiche da attuare nel territorio di Ravenna, queste politiche si declinano necessariamente in una dimensione locale. Pensiamo, tra gli altri, all’ambiente, alla sanità e agli altri pubblici servizi, alla scuola e alla cultura.

Ne conseguono alcuni obiettivi per noi ineludibili e perciò non trattabili. La dichiarazione di emergenza climatica che abbiamo sostenuto richiede, perché sia credibile la svolta verso le rinnovabili, l’opposizione a nuove estrazioni per lo sfruttamento dell’energia fossile, alla realizzazione di un mega impianto per lo stoccaggio della CO2, a proseguire nel consumo di suolo bloccando invece le nuove lottizzazioni in Darsena e nelle altre aree dove si continuano a prevedere nuovi centri commerciali.

La spinta verso la privatizzazione che ha interessato la scuola, la sanità ed altri servizi e beni di interesse collettivo deve essere interrotta e indirizzata verso la ripubblicizzazione degli stessi servizi, attraverso la loro internalizzazione anche a livello del lavoro. Indifferibile è l’attuazione nel nostro Comune della volontà espressa nel referendum sull’acqua pubblica del 2011, riportando la gestione del ciclo idrico tra i servizi interamente pubblici. Parimenti occorre cambiare la gestione del ciclo dei rifiuti che valutiamo attualmente in modo negativo.

Una scuola ed una sanità veramente pubbliche implicano l’avvio di un processo che ha come proprio traguardo la cessazione di ogni convenzione con il privato, laico o religioso, e la messa in discussione di forme organizzative che hanno mostrato ampiamente i loro limiti durante l’attuale pandemia, come l’Ausl Romagna. La messa in pratica di quanto abbiamo sempre sostenuto e cioè che con la cultura si mangia serve a concludere questo elenco che non vuole essere un programma ma, piuttosto, la cartina di tornasole attraverso cui valutare le proposte elettorali delle altre forze politiche. All’aggiornamento del programma, che è stato il nostro faro durante il quinquennio che si sta concludendo, chiameremo tutte le persone che si riconoscono in quel che abbiamo fatto e in quanto ci ripromettiamo di fare. L’Assemblea, infatti, ha ribadito il proprio positivo giudizio su quanto svolto da Raffaella Sutter, prima, e da Massimo Manzoli, ancora oggi, nell’attività consiliare in rappresentanza di Ravenna in Comune.

Ritornando alla nostra cartina di tornasole, la sintesi a cui è pervenuta l’Assemblea è che questi aspetti sono inconciliabili con quanto svolto in questi anni e ancora rivendicato in questi giorni da centrodestra e centrosinistra. Ravenna in Comune, mantenendo la propria identità di lista di cittadinanza, ricercherà le possibili intese programmatiche con partiti e movimenti con cui risulteranno condivisibili i valori che abbiamo qui esemplificato.

L’Assemblea si è conclusa nell’intendimento di una riconvocazione allargata ad un’Assemblea di lista in presenza, non appena le condizioni della pandemia in atto lo consentiranno, per rendere possibile la più ampia partecipazione di tutte le nostre e i nostri sostenitori alla campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative.

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