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Prezzi alle stelle nei supermercati. Coop: “Le famiglie comprano solo ciò che è necessario”

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I commercianti espongono le bollette, i prezzi nei supermercati arrivano alle stelle, i frigoriferi nelle case sono sempre più vuoti: è il ‘quadro’ di una crisi economica che coinvolge tutti, dal produttore all’acquirente. A pesare sulle tasche degli italiani sono ‘flagelli’ come la guerra in Ucraina, la siccità, il blocco delle esportazioni e la crisi energetica, causa dell’esponenziale rincaro delle bollette. Questa lunga serie di demoralizzanti eventi, unitamente a una forte speculazione, ha messo in ginocchio l’Italia: sugli scaffali, l’inflazione ha raggiunto il record dell’8,4%. Numeri così non si vedevano dal 1985, l’incremento rispetto al 2021 è del 10,2%.  

 

I prodotti che hanno più risentito dei rincari sono proprio quelli essenziali ai consumatori come pane, pasta, latte, uova e riso con rincari che oscillano fra il 18% e il 24%. E non è finita qui perché, per l’autunno, si temono ulteriori incrementi. «Sono cambiate le tendenze d’acquisto rispetto al passato – fa sapere Coop Alleanza 3.0 che ha diversi punti vendita a Ravenna -. Le famiglie tendono ad aspettare di compiere spese non indispensabili in momenti come questo. Si acquistano beni strettamente necessari mettendo al bando gli sprechi». 

Un altro problema, che si è manifestato in tutta evidenza le scorse settimane, è stato poi quello dei prodotti quasi introvabili come l’acqua e le bevande gasate. Fra le recenti ripetute ondate di caldo e i due anni di richiesta di Anidride carbonica da parte degli ospedali causa Covid, sono letteralmente sparite dai supermercati. «Si tratta di una situazione in rapida evoluzione – dichiara Coop Alleanza 3.0 -. Già nelle prossime settimane, con il calo delle temperature e con l’allentamento della contingentazione delle forniture di CO2, potremmo assistere a un parziale ritorno alla normalità».

 

Le grandi aziende della distribuzione alimentare si stanno muovendo per aiutare gli italiani a fronteggiare la situazione di crisi: «Abbiamo agito subito, già prima dell’estate, su più fronti e continuiamo a farlo – continuano da Coop Alleanza 3.0 -. Ci siamo fatti carico di metà del peso dell’inflazione, abbiamo distribuito buoni spesa alle famiglie, chiedendo inoltre ai soci di indicare su quali prodotti dovevamo praticare una politica di zero inflazione, tenendo i prezzi invariati. Questa operazione ci consentirà di offrire ogni mese 600 prodotti a rotazione a inflazione zero. Un grande impegno che si somma all’aiuto che diamo alle filiere. Ad esempio, sempre per contenere i prezzi di prodotti di primaria necessità, abbiamo lanciato una linea di grano 100% italiano e una di carne allevata all’aperto». 

 

Per favorire i produttori, Coop Alleanza 3.0 ha pensato di incrementare i prodotti a marchio Coop: «Abbiamo l’ambizioso obbiettivo di raggiungere il 50% di prodotti a marchio sugli scaffali. Su questi prodotti, oltre a poter garantire qualità e convenienza, riusciamo ad agire anche su eventuali possibili speculazioni in momenti di crisi come questo, perché conosciamo i costi di produzione fino al packaging nel dettaglio”. Nel complesso, operazioni che – secondo Coop – metteranno nelle tasche delle famiglie italiane 35 milioni di euro».

 

 

Ma questi accorgimenti non bastano: «È necessario che la politica faccia la sua parte – conclude Coop Alleanza 3.0 – Qualunque sia il governo che subentrerà, ci auguriamo che ponga la doverosa attenzione a questi temi nei prossimi mesi».

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