Home / Formazione e lavoro  / Più donne e giovani al lavoro: l’agricoltura dell’Emilia-Romagna cresce in sostenibilità

Più donne e giovani al lavoro: l’agricoltura dell’Emilia-Romagna cresce in sostenibilità

Personale di un' azienda agricola biologica addette alla raccolta delle fragole,

Nell’ultimo anno, le imprese agricole dell’Emilia-Romagna hanno nel complesso consolidato la loro attenzione alla sostenibilità. E insieme alla gestione degli impatti ambientali e sociali, molte investono sulla valorizzazione del capitale umano e la qualità dell’occupazione: tanto che il 31,2% quasi una su tre – è impegnata a offrire rapporti di lavoro stabili e a favorire la presenza di donne e giovani al suo interno.

Lo evidenzia la seconda edizione del Rapporto AGRIcoltura100, progetto pluriennale promosso da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura e realizzato da Innovation Team del Gruppo Cerved per valorizzare il contributo del settore al rilancio sostenibile dell’Italia.

La ricerca ha indagato l’impegno ESGD delle aziende agricole del Paese nei diversi ambiti della sostenibilità:
E (Environment – ambientale), S (Social – sociale), G (Gestione – gestione dei rischi e delle relazioni), D (Development – qualità dello sviluppo), dedicando un focus specifico all’Emilia-Romagna.
Numeri alla mano, un’azienda agricola su due (50%) nella regione ha un livello generale di sostenibilità alto o medio alto: un dato che mette l’agricoltura dell’Emilia-Romagna sopra la stessa media nazionale (49,1%).

Il maggiore impegno delle aziende agricole della regione si conferma nella sostenibilità ambientale, con ad esempio un 64,4% che concentra importanti sforzi nel controllo e riduzione delle emissioni. Notevole anche l’impegno nella sostenibilità sociale: qui a farla da padrona sono soprattutto le iniziative a sostegno dei diritti e della conciliazione tra vita lavorativa e familiare, dove ancora una volta le aziende locali spiccano sulla generalità di quelle italiane (43% contro 37%). Discorso simile per la gestione dei rischi, dove ben l’84,9% si tutela con polizze assicurative (in Italia lo fa il 76,5%) e un ulteriore 48,3% è impegnato nella valorizzazione dei rapporti con la comunità locale. Ma è nella qualità dello sviluppo che emergono alcuni tra i dati più interessanti. Il 31,2% delle imprese regionali investe in un’importante qualità dell’occupazione. Una quota non dissimile (29%) si è anche resa fortemente competitiva sul mercato, presidiando con efficacia i canali distributivi e integrando attività diverse da quelle primarie.

Questi aspetti sono complessivamente correlati al livello di sostenibilità: le imprese più sostenibili hanno anche la migliore qualità dell’occupazione e alti livelli di innovazione e competitività. In altre parole, conferma la seconda edizione del Rapporto, scaricabile dal sito www.agricoltura100.com, investendo in sostenibilità le imprese agricole generano un impatto positivo sull’ambiente e la società e insieme rafforzano il proprio business.

Condividi questo articolo