Home / Spettacoli  / Per la Giornata della Memoria, al Teatro Rasi di Ravenna in scena “Lei conosce Arpad Weisz?”

Per la Giornata della Memoria, al Teatro Rasi di Ravenna in scena “Lei conosce Arpad Weisz?”

giornata memoria

Intorno alla Giornata della Memoria E Production, in collaborazione con il Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura – e insieme a Ravenna Teatro, cura il progetto intitolato “Lo spazio della Memoria” attraverso la realizzazione di diversi appuntamenti di natura teatrale e laboratoriale e il coinvolgimento sia degli studenti, con interventi mirati nelle scuole secondarie di primo e secondo grado della città di Ravenna, sia di tutta la cittadinanza.

 

Nell’ambito di questo progetto il Teatro Rasi ospiterà, dal 24 al 27 gennaio, lo spettacolo Lei conosce Arpad Weisz?, della compagnia Menoventi, allestito presso il Ridotto (con matinèe riservate alle Scuole, dal 24 al 27, e due serali, il 26 e 27, per tutto il pubblico). Il reading, che vede in scena gli attori Consuelo Battiston e Leonardo Bianconi, è tratto da Dallo scudetto ad Auschwitz di Matteo Marani ed è dedicato alla figura, troppo spesso dimenticata, del calciatore e allenatore di origini ebraiche Arpad Weisz, vincitore di diversi scudetti con Bologna e Inter nel campionato italiano di calcio, poi caduto vittima, insieme a tutta la sua famiglia, delle leggi razziali e della persecuzione, fino alla deportazione e alla morte nei campi di concentramento.

 

Lo spettacolo è inserito nell’ambito della rassegna La Stagione dei Teatri – Famiglie e Scuole organizzata da Ravenna Teatro/Drammatico Vegetale e, come detto, l’appuntamento in questione si rivolge ai ragazzi e alle ragazze delle secondarie di primo e secondo grado.

 

Nello spettacolo/reading “Lei conosce Arpad Weisz?” la compagnia teatrale Menoventi ricostruisce, a partire dal libro “Dallo scudetto ad Auschwitz” del giornalista Matteo Marani, la vicenda sportiva e umana del grande allenatore di origine ebraica Arpad Weisz, vincitore di due scudetti con la squadra del Bologna e di uno con l’Ambrosiana di Milano tra la fine degli anni venti e gli anni trenta del secolo scorso. Una storia sportiva e umana quella di Arpad Weisz, rivoluzionario del “giuoco del calcio”, che si intreccia con quella storia europea più grande e tremenda, quella dell’avvento del nazismo e dell’antisemitismo e delle leggi razziali in Italia che lo costringono all’esilio e che porteranno poi sia lui che la sua famiglia verso il campo di sterminio.

 

Al centro di questa narrazione troviamo una famiglia in fuga, due bambini braccati, rigettati dalla scuola, privati di una lingua, separati dagli amici. La loro storia è lacerante e le loro parole – giunte fino a noi grazie all’acribia di Marani e all’affetto di un bambino che non ha mai dimenticato l’amico di un tempo – pesano come macigni. L’inesorabile palleggio tra il campo da calcio e il campo di sterminio riverbera nel progetto sonoro del reading che, congiuntamente al testo, reinventa ambienti e vibrazioni per restituire una storia che un silenzio di settant’anni non è riuscito a cancellare.

  • unika

È INOLTRE PREVISTO UN INCONTRO PUBBLICO, presso la Saletta del Teatro Rasi, alle 21 del 27 gennaio, a cui prenderanno parte

 

Fabio Sbaraglia, Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna
Alessandro Argnani, Direzione Ravenna Teatro
Gianni Farina, regista Menoventi
Consuelo Battiston, Leonardo Bianconi interpreti di Lei conosce Arpad Weisz?
Alfredo Tassoni, Presidente Club Cosmopolita Arpad Weisz
modera Iacopo Gardelli

 

Ne “Lo spazio della memoria” rientra anche il progetto Se questo è Levi, della compagnia Fanny&Alexander, in scena nella sala del Consiglio del Comune di Ravenna il 27 e 28 gennaio alle ore 18:00.

 

I prezzi dei biglietti sono 10 euro intero, 8 euro ridotto e 5 euro under 20. I biglietti sono in vendita su ravennateatro.com

Prevendita telefonica solo tramite Satispay al numero 333 7605760 da lunedì a venerdì dalle 10:00 alle 13:00. La biglietteria è aperta il giovedì dalle 16:00 alle 18:00 al Teatro Rasi e da un’ora prima dello spettacolo.