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Operastudio di Magni e Paci di Milano è il vincitore del bando di rigenerazione urbana “Ravenna Ambito S. Biagio Nord”

Operastudio di Magni e Paci architetti di Milano, in collaborazione con Coprat di Mantova e il geologo Cesare Bagolini ha vinto il bando Ravenna – Ambito S. Biagio Nord: rigenerazione sociale, ambientale, architettonica e funzionale. Gli interventi finanziati dal bando comporteranno la riqualificazione di tre edifici situati in via Dorese nonché dell’ampia area verde compresa tra i tre edifici posta al servizio dell’intero quartiere.

«Il progetto vincitore – afferma il sindaco Michele de Pascale – risponde alla visione che aveva ispirato il bando: tenere insieme la progettazione urbana e l’inclusione sociale, unendo in maniera armonica due ambiti fondamentali per la qualità della vita delle persone. Si tratta di una riqualificazione importante negli aspetti architettonici e strutturali, nell’organizzazione degli spazi, nella realizzazione di nuovi ambienti comuni che concorrono a valorizzare la qualità della vita degli inquilini e degli assegnatari, il tutto in sinergia con la comunità circostante. Infatti, Il miglioramento del contesto privato e pubblico costituisce uno stimolo importante ai comportamenti virtuosi da parte degli abitanti che trovano una motivazione evidente ad attivarsi per la promozione del benessere e del senso di appartenenza alla comunità. Non ultimo, l’importanza della sostenibilità ambientale con soluzioni che aumentano il verde abbattendo del 50% la superficie asfaltata e adottando le più innovative soluzioni per la autosufficienza energetica del nuovo edificio».

La proposta progettuale ruota attorno al ridisegno del giardino Violetta Branzanti che rappresenta il motore per la creazione di un quartiere più verde, più abitabile e più bello, in cui le funzioni residenziali, esistenti e nuove, si integrano allo spazio pubblico. La prima operazione proposta riguarda la riqualificazione dei percorsi pedonali tramite nuove pavimentazioni permeabili e il loro prolungamento. L’obiettivo è quello di ottenere un disegno caratterizzato da linee rette ortogonali che suddividono il giardino in porzioni rettangolari di prato alberato. Al centro della griglia si trova il nuovo cardo, alle estremità del quale si trovano due nuove piazze che fungono da ingressi pubblici aprendo il parco alla cittadinanza: a sud, verso via Celso Cicognani, e a nord, verso via Dorese. Un nuovo percorso pedonale collegherà il cuore del parco direttamente con il vicino Istituto comprensivo San Biagio, facilitando così l’accesso alla scuola attraverso un percorso protetto.

Particolarmente significativa è la relazione tra lo spazio pubblico e le funzioni ludiche contenute ai piani terra degli edifici 1 e 2 di via Dorese: nella piazza a nord rivolta verso via Dorese le due palazzine presentano dei piani terra a pilotis che costituiscono portici completamente vuoti. Il progetto prevede la riqualificazione di questi luoghi attraverso l’inserimento di nuove funzioni socio-ricreative (spazi dedicati allo sport con attrezzistica fissa, tavoli da ping pong, sedute, spazi per il ballo, un deposito delle biciclette, un’area gioco dedicata ai bambini e sistemazioni del suolo che incorporano attività ricreative) direttamente connesse alla nuova piazza. Gli intradossi dei portici saranno decorati attraverso il coinvolgimento degli studenti dell’Accademia di Belle arti di Ravenna.

Al suo interno il giardino si popola di molte funzioni e attrezzature con l’obiettivo di attrarre tipologie diverse di utenti per arricchire il carattere sociale dell’intervento. A tal fine sono state previste attrezzature per lo sport individuale e collettivo (un campo da basket, un percorso vita, travi, parallele, pista skateboard e pattini), giochi per i più piccoli (altalena, scivolo, dondolo e simili) e per i ragazzi (ping pong). Inoltre, panchine e aree ombreggiate rendono più accogliente l’intero parco, nel quale è prevista la piantumazione di oltre 70 nuove alberature ad alto fusto che compenseranno abbondantemente l’abbattimento di quattro conifere, per consentire la costruzione del campetto da basket. Nel complesso le attuali aree asfaltate sono sostituite da aree permeabili con un incremento di circa 1.200 mq pari al 50% di quelle esistenti.

Particolare attenzione è stata posta all’insediamento del nuovo edificio residenziale, denominato 3. L’impostazione planimetrica è a pianta centrale con sette appartamenti per livello, una copertura piana praticabile e un piano terra ad uso misto che ospita due residenze e un locale socio-ricreativo. Il nuovo edificio a pianta quadrata sostituisce quello esistente che presenta una tipologia in linea. La scelta di sostituire un edificio in linea con uno più compatto mira ad aumentare l’efficienza planimetrica, costruttiva, edilizia e spaziale del nuovo edificio. La forma dell’edificio è la prima, più importante, più semplice, razionale ed economica variante per controllare e condizionare il fabbisogno energetico. Ai fini energetici un edificio è tanto più performante quanto più compatto è il suo involucro termico, a prescindere da altri parametri (isolamento, orientamento, impianto ecc.).

Ogni piano ha un alternarsi di diverse tipologie di appartamento – tre bilocali, tre trilocali e un quadrilocale – per un totale di 23 alloggi. I due appartamenti al piano terra presentano un giardino privato e sempre a piano terra si trova un grande ambiente dedicato ad attività socio-ricreative aperto alla comunità, con ingresso indipendente rispetto a quello residenziale e orientato verso la nuova piazza pedonale e al principale accesso al parco.

Salendo all’ultimo livello si accede ai servizi accessori e alla copertura piana che si presenta in parte pavimentata e in parte a giardino. Il nucleo centrale è connesso alla strada attraverso un ingresso pedonale rivolto verso via Cicognani, in corrispondenza dell’entrata al giardino pubblico, dove si apre la nuova piazza. L’accesso carrabile, invece, è situato nell’angolo di via Dorese dove, attraverso una rampa, si raggiunge il piano interrato occupato da ventitré box auto, dalle cantine e dalla centrale termica con annessi locali di servizio. Questa organizzazione spaziale favorisce l’accessibilità all’immobile connettendo l’ingresso alle parti pedonali al marciapiede pubblico e all’area carrabile al piano interrato favorendo così l’accesso a persone con difficoltà motoria.

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