Oltre 4,5 tonnellate di rifiuti recuperati in mare nelle coste di Ravenna, Cervia e Comacchio: si conclude il progetto PESCA.M.I- Piu Notizie

Oltre 4,5 tonnellate di rifiuti recuperati in mare nelle coste di Ravenna, Cervia e Comacchio: si conclude il progetto PESCA.M.I-

Redazione

Oltre 4,5 tonnellate di rifiuti recuperati in mare nelle coste di Ravenna, Cervia e Comacchio: si conclude il progetto PESCA.M.I-

sabato 13 Febbraio 2021 - 20:25
Oltre 4,5 tonnellate di rifiuti recuperati in mare nelle coste di Ravenna, Cervia e Comacchio: si conclude il progetto PESCA.M.I-

PESCA.M.I, oltre 4,5 tonnellate di rifiuti recuperati in mare

I risultati finali del progetto contro il fenomeno della pesca fantasma che coinvolge le marinerie di Porto Garibaldi, Marina di Ravenna e Cervia Oltre 4,5 tonnellate di rifiuti in mare tra galleggianti, rifiuti sommersi, attrezzi da pesca perduti o abbandonati e  oggetti tra i più strani e curiosi: è quanto è stato recuperato nel periodo  compreso tra marzo e dicembre 2020 nelle acque costiere dei comuni di Ravenna, Cervia e Comacchio, attraverso l’attività di Pescami (PESCAtori aManti dei marI), progetto in difesa del mare, coordinato da Cifla, Centro per l’Innovazione di Fondazione Flaminia e finanziato dal FLAG Costa dell’Emilia-Romagna con i fondi FEAMP 2014-2020. A dirlo è il report finale che restituisce i risultati del progetto e fotografa la portata del fenomeno della pesca fantasma e la presenza di rifiuti di vario genere nel compartimento marittimo ravennate. L’attività di recupero, come risulta nel documento presentato ieri fa in occasione dell’evento di presentazione online, ha coinvolto 12 imbarcazioni ed è stata svolta da oltre 35 pescatori tra sub, operatori della pesca da strascico e della piccola pesca artigianale, attraverso 86 uscite complessive in mare, nei mesi da marzo a dicembre 2020. Nel periodo preso in considerazione, l’attività dei pescatori ha consentito di recuperare tipologie diverse di rifiuti, poi conferiti in banchina negli appositi contenitori messi a disposizione gratuitamente da Clara Ambiente per Porto Garibaldi ed Hera per Marina di Ravenna e Cervia. Si tratta di materiale galleggiante, recuperato con le reti da posta, oppure sommerso, recuperato dal fondo del mare dai sub, oppure frutto della pesca fantasma. Nel dettaglio, parliamo di oltre 1500 retine da cozze, più di 600 oggetti persi per incuria o distrazione dalla tipologia più disparata (dagli occhiali da sole, al cellulare, dai guanti monouso alle mascherine, ecc.), oltre 2000 kili di rifiuti recuperati nel fondo del mare per lo più appartenenti alla categoria dei rifiuti civili tra cui bottiglie e sacchetti di plastica (26 per cento), boe (7 per cento), pneumatici (15 per cento), lenze, piombi e canne da pesca intere (8 per cento). Fra i recuperi più curiosi vi è anche uno scaldabagno. Tra le centinaia di contenitori di plastica, inoltre, oltre 50 sono risultati con almeno 20 anni di età e navigazione in mare. Le acque hanno poi restituito oltre 2 tonnellate di reti fantasma costituite sia da vecchie reti, perse o abbandonate, sia da nasse (42 per cento) che vengono utilizzate dai pescatori professionisti e dai pescatori sportivi e per le quali ne è frequente l’abbandono, ma anche reti da traino, cime o cordame, trappole, galleggianti, piombi, calze.

“Il progetto Pescami – spiega Simone D’Acunto, direttore Cestha, Centro sperimentale per la tutela degli habitat, che ha coordinato l’attività dei pescatori e curato la raccolta e l’analisi dei dati – restituisce ottimi risultati non solo come quantitativi di rifiuti pescati in mare, ma anche come coinvolgimento attivo di un elevato numero di pescatori che oggi possiamo dire essere stati sensibilizzati sul danno ambientale provocato dalla pesca fantasma e possiamo considerare a tutti gli effetti attori impareggiabili nella lotta ai rifiuti presenti in mare”. In occasione dell’evento di presentazione dei risultati dell’attività del progetto, è stato anche premiato il pescatore che ha raccolto più rifiuti: si tratta di Nicola Meldoli della marineria di Cervia. La speranza che i risultati di Pescami stimolino la strutturazione di una continuativa campagna di rimozione dei rifiuti dal mare anche su scala più ampia, per esempio su base regionale, è condivisa anche da Antonio Penso, direttore di Cifla, Centro per l’innovazione di Fondazione Flaminia: “Grazie al supporto del Flag Costa dell’Emilia Romagna, Pescami si pone come una esperienza di successo, una ‘buona prassi’ che Cifla, insieme ai partner di progetto, mette a disposizione come punto di partenza per una nuova sperimentazione su scala territoriale più vasta, in grado di coinvolgere tutta la costa di pertinenza del Flag, e di confrontarsi con analoghe esperienze di livello nazionale e internazionale”.

“I risultati ottenuti dal progetto PESCAMI – dichiara Vadis Paesanti, consigliere delegato FLAG Costa dell’Emilia-Romagna – confermano l’impegno di tutti nell’affrontare il grande problema dell’inquinamento marino da plastica e rifiuti dispersi in mare. Il FLAG CER, attraverso il finanziamento di 5 specifici progetti dislocati lungo tutta la costa regionale, persegue gli obiettivi di sostenibilità ambientale attraverso gli interventi finalizzati a migliorare la raccolta dei rifiuti del mare. La partecipazione attiva dei pescatori coinvolti nelle diverse iniziative progettuali rafforza le reti di collaborazione tra il mondo produttivo ittico con quello della ricerca e con le aziende di raccolta e smaltimento dei rifiuti a terra, in linea con gli obiettivi del Fondo Europeo per le Attività Marittime e la Pesca 2014/2020 che sostiene fortemente queste progettualità”.

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