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Nuovo album per Vince Vallicelli, batterista di grandissima esperienza che è tornato con 9 brani in dialetto romagnolo

Vince Vallicelli, classe 1951, è uno dei maggiori batteristi del panorama italiano. Nato a Forlì il suo percorso musicale inizia a 15 anni e si iscrive poi al conservatorio di Pesaro “Gioacchino Rossini”, percorso che lo avvicina ancor più al desidero di comunicare attraverso il linguaggio ritmico.
Nel 1972 con Elio D’Anna, Corrado e Danilo Rustici registra il primo album in studio a Londra. Presto si aggiudica un riconoscimento nell’Enciclopedia Italiana del Rock e collaborazioni con artisti del calibro di Gianna Nannini, Eugenio Finardi, Shirley King, Andy J. Forest, James Thompson, Harriet Lewis e Rudy Rotta. Predilige il palcoscenico e il contatto con il pubblico mentre continua a sperimentare nuovi linguaggi musicali intraprendendo anche la strada del Blues che lo conduce sulla scena europea e al premio come Miglior Batterista Blues italiano nel 2022.
A distanza di cinque anni dall’ultimo progetto discografico, l’8 Luglio 2022 è uscito l’album Vecc Burdel con la produzione artistica di Crinale Lab. Registrato dal vivo insieme a Roberto Villa al basso, Nicola Peruch a pianoforte e organo, e Don Antonio alle chitarre, il disco si compone di nove brani che esplorano non solo il rock, ma anche il «motorik tedesco degli anni ’70, il folklore di Canterbury, e le colonne sonore italiane dell’età dell’oro», dice Vince Vallicelli.
Il disco ingloba tutte le anime e le tappe del lungo viaggio di Vallicelli, iniziato nel liscio romagnolo con Secondo Casadei, continuato con il progressive rock e il pop italiano (collaborando con artisti del calibro di Gianni Nannini ed Eugenio Finardi, tra gli altri), fino ad abbracciare il blues con i migliori interpreti europei e mondiali; per poi tornare per l’appunto in Romagna, unendo alle sonorità che da sempre lo contraddistinguono il dialetto locale.

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