Migranti, Bakkali: «Governo? Tanta confusione». De Pascale: «Non siamo mai stati ricevuti»

È avvenuto nella mattina del 10 febbraio l'ottavo sbarco a Ravenna. Dalla nave Geo Barents sono scese 134 persone. Sette resteranno in provincia

Migranti

Le operazioni di sbarco dei 134 migranti della Geo Barents sono iniziate intorno alle 8.10 del 10 febbraio. Dalla banchina del Terminal Crociere di Porto Corsini sono portati al Circolo Canottieri della Standiana per i controlli igienico-sanitari e gli adempimenti di polizia.

«Ancora una volta la macchina dell’accoglienza ravennate – ha commentato il Prefetto Castrese De Rosa – si è fatta trovare pronta. Complessivamente sono giunte al Porto di Ravenna 868 persone. Voglio ringraziare medici, volontari, Croce Rossa Italiana, 118, Forze di polizia, Caritas, Capitaneria di Porto, Vigili del Fuoco, Polizia Locale, servizi sociali del comune di Ravenna e Circolo Canottieri per il grande sforzo organizzativo».



Le destinazioni assegnate: Emilia Romagna e Lazio

Tra le persone a bordo della Geo Barents, 71 rimarranno in Emilia Romagna. In particolare, 16 andranno a Bologna, 5 a Ferrara, 7 a Forlì Cesena, 11 a Modena, 6 a Parma, 5 a Piacenza, 8 a Reggio Emilia, 6 a Rimini e 7 a Ravenna.

Quasi tutti saranno accompagnati in pullman fino a Bologna, solo per le provincie Forlì-Cesena e Rimini saranno direttamente gli enti gestori a venire a prenderli a Ravenna. Tra le persone che resteranno a Ravenna c’è un minore che andrà nella struttura di Santa Maria in Fabriago a Lugo; gli altri saranno divisi tra i centri della provincia. I restanti 63 saranno trasferiti in Lazio. Si tratta di 56 adulti e 6 minori non accompagnati.

«È un fenomeno (ndr. la migrazione) strutturale e pluriennale, su cui servono politiche ordinate e lungimiranti – commenta l’on. Ouidad Bakkali -. Invece abbiamo visto tanto disordine e tanta confusione. Le persone che sbarcano oggi dovranno fare 4 ore di pullman per arrivare in Lazio: come spesso capita arrivano a nord e poi tornano verso sud nelle varie strutture. Per fortuna ci sono realtà come Ravenna che riescono ad accogliere nonostante tutto».

Il bilancio dopo più di un anno di sbarchi e accoglienza. Bakkali: «Da parte del Governo tanta confusione»

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Si tratta dell’ottavo sbarco a Ravenna. Il primo è stato quello dell’Ocean Viking il 31 dicembre 2022, l’ultimo e più numeroso è stato il 3 gennaio 2024, della stessa Geo Barents, con a bordo 336 persone.

«Questa città – commenta l’on. Ouidad Bakkali – va ringraziata per l’accoglienza che ha saputo dare, a livello di professionalità, umanità e dignità. Dal punto di vista del Governo, però, il bilancio è disastroso e permane tanta confusione. Siamo arrivati al quinto decreto approvato dal Parlamento: l’ultimo è il protocollo con l’Albania che destina quasi un miliardo di euro per esternalizzare l’accoglienza e fare propaganda politica».

Ravenna come ‘porto sicuro’ comporta tra i 4-5 giorni di navigazione

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134 migranti sono stati recuperati il 5 febbraio nel Mediterraneo Centrale, in acque internazionali a ovest di Tripoli, a 30/40 miglia dalla costa. Erano a bordo di un’imbarcazione a due livelli in legno sovraffollata. La Geo Barents, nave di Medici Senza Frontiere, è riuscita a individuarli grazie alla segnalazione dell’Ong Alarm Phone. Arrivare al Porto di Ravenna ha comportato 4 giorni e mezzo di navigazione. Il Sindaco e Presidente della Provincia di Ravenna Michele de Pascale riporta l’attenzione sulla politica dei ‘porti sicuri’ del Governo.

«Ci colpisce – commenta – l’atteggiamento del governo che continua a scegliere approdi del centro nord allungando ulteriormente il calvario di donne, uomini, bambini e minori già allo stremo delle forze. Una scelta disumana, dichiaratamente finalizzata a tenere le navi umanitarie lontane dalle zone SAR impedendogli di salvare vite umane. A tutto questo noi contrapponiamo un modello di accoglienza basato sull’umanità, la professionalità e l’organizzazione». 

De Pascale ribadisce anche: «Non siamo mai stati ricevuti dal Governo per discutere ed elaborare un piano per l’accoglienza. Veniamo avvertiti due o tre giorni prima e dobbiamo ogni volta trovare la soluzione migliore. Ad esempio, oggi al Pala De André c’è la partita. Non si può usare per i controlli medico sanitari, perciò abbiamo dovuto appoggiarci alla Standiana».

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