Merci in calo del 6,9% nel 2023 al porto di Ravenna. Colpa delle guerre, crisi di Suez e alluvione

Dalle prime stime sulla movimentazione complessiva relative a gennaio 2024, i traffici sembrano in calo di oltre il 18% (circa 400.000 tonnellate in meno) rispetto allo stesso mese del 2023

Nel corso del 2023 – dopo due anni particolarmente positivi nei quali sono stati superati i volumi ante pandemia e si è stabilito per due volte il record storico di traffico – il porto di Ravenna ha registrato un calo di traffico, movimentando complessivamente 25.503.131 tonnellate, in calo del 6,9% (1,8 milioni di tonnellate in meno) rispetto al 2022. Gli sbarchi sono stati pari a 22.108.488 tonnellate e gli imbarchi pari a 3.394.643 tonnellate (rispettivamente, -7,5% e -2,7% rispetto al 2022). 

Negativo, in particolare, l’andamento degli ultimi due mesi rispetto agli stessi mesi del 2022: quello di novembre, nel quale sono state movimentate 1.779.254 tonnellate, in diminuzione del 16,6% (354 mila tonnellate in meno) e quello di dicembre, nel quale sono state movimentate 2.090.815 tonnellate, in diminuzione dell’1,9% (oltre 40 mila tonnellate in meno). 

La stazza media netta delle navi nel 2023 (pari a 9.784 tonnellate), invece, ha registrato un incremento (5,5% rispetto al 2022) – un trend iniziato nel 2019 (+2,4% rispetto al 2018) e proseguito nel 2022 (+32,3% rispetto al 2021) – ascrivibile principalmente a 25 toccate di navi da crociera con una stazza netta superiore alle 100.000 tonnellate e 31 toccate con una stazza netta superiore alle 50.000 tonnellate. 

Guerre, alluvione e crisi di Suez fra le cause del calo

Sono diversi i fattori che hanno causato il brusco rallentamento della crescita globale. La peggiore crisi energetica verificatasi dagli anni settanta, che ha innalzato l’inflazione a livelli mai rilevati da molti decenni; le politiche monetarie restrittive conseguenti, per combattere l’inflazione; l’aumento dei tassi di interesse; la diminuzione del potere di acquisto e dei salari reali in molti paesi; l’interruzione delle forniture e la conseguente insicurezza alimentare globale, a causa di guerre e fattori climatici avversi che hanno provocato l’aumento dei prezzi e limitato la circolazione di generi alimentari.

Naturalmente i conflitti in corso hanno giocato e giocano un ruolo fondamentale sull’andamento generale dell’economia del nostro Pese e quindi, inevitabilmente, anche sull’andamento dei traffici di merci che vengono movimentati nei nostri porti. 

Poi nel maggio del 2023 è arrivata l’alluvione su Ravenna e i territori circostanti, con piogge persistenti, allagamenti, straripamenti e frane che hanno causato pesanti danni alle imprese, interruzioni alle infrastrutture di collegamento stradali e ferroviarie, come pure disagi al lavoro portuale per i dipendenti alluvionati e la necessità di tutelare la sicurezza nei giorni di maggiore criticità, interrompendo le operazioni di sbarco/imbarco. 

I numeri del porto di Ravenna nel 2023

Analizzando le merci per condizionamento, nel 2023, rispetto al 2022, le merci secche (rinfuse solide, merci varie e unitizzate), con una movimentazione pari a 20.900.769 tonnellate, sono calate del 7,1% (oltre 1,6 milioni di tonnellate in meno). Nell’ambito delle merci secche, rispetto al 2022 le merci unitizzate in container sono calate del 2,9% (2.352.272 tonnellate, con 69 mila tonnellate in meno), le merci su rotabili (1.866.015 tonnellate) sono aumentate del 2,6%. I prodotti liquidi – con una movimentazione pari a 4.602.362 tonnellate – nel 2023 sono calati del 5,8% rispetto al 2022. 

I contenitori, pari a 216.981 TEUS nel 2023, sono calati del 5,0% rispetto al 2022. I TEUs pieni sono stati 165.025 (il 76% del totale), in calo del 6,9% rispetto al 2022 mentre quelli vuoti sono stati 51.956, in crescita dell’1,3% rispetto al 2022. In termini di tonnellate, la merce trasportata in contenitori nel 2023 (2.352.272 tonnellate) è diminuita del 2,9% rispetto al 2022. Il numero di toccate delle navi portacontainer, pari a 457, è in diminuzione (52 toccate in meno, -10,2%) rispetto alle 509 del 2022. 

Nel 2023 trailer e rotabili sono cresciuti complessivamente del 6,5% per numero di pezzi movimentati (96.586 pezzi) rispetto al 2022. Per quanto riguarda i trailer, il 2023 si chiude con un risultato negativo della linea Ravenna – Brindisi – Catania: nel 2023, infatti, i pezzi movimentati, pari a 78.298, sono calati del 2,9% (2.297 pezzi in meno) e la merce movimentata (1.866.015 tonnellate) è diminuita del 2,6% rispetto al 2022. Negativo anche il mese di dicembre dove sono stati movimentati 5.540 pezzi, in diminuzione del 15,9% rispetto a dicembre 2022. 

Ottima la performance per le automotive che, nel 2023, hanno movimentato 15.554 pezzi, in aumento (+93,9%) rispetto ai 4.906 dello stesso periodo del 2022. Tale risultato è da imputare al nuovo traffico acquisito nel corso del 2023 dal Gruppo SAPIR (diventato Hub logistico per le vetture BMW) ed in partenza con destinazione verso i mercati dell’Asia Orientale. Molto positivo, in particolare, l’andamento nel mese di dicembre 2023, con 1.858 pezzi movimentati (a dicembre 2022 erano arrivati 902 pezzi). 

Nel 2023 si sono registrati al Terminal Crociere di Ravenna 99 scali di navi da crociera, per un totale di 330.952 passeggeri, di cui 281.192 in “home port” (140.936 sbarcati e 140.256 imbarcati) e 49.510“in transito”, il record di sempre per il porto di Ravenna. 

Nel comprensorio portuale di Ravenna il traffico ferroviario nel 2023 è calato, in termini di merce e di numero di treni, rispettivamente del 12,8% e dell’8,5% rispetto al 2022. Sono state trasportate via treno 3.395.261 tonnellate di merce, per 7.098 treni. Il numero di carri, pari a 65.649, è in calo del 4,8% rispetto al 2022. Ravenna si conferma comunque sul podio dei primi porti italiani per movimentazione merci ferroviaria. 

I principali motivi del calo del traffico ferroviario nel 2023 sono imputabili alle interruzioni dei collegamenti fra il porto e l’infrastruttura ferroviaria principale a seguito dell’alluvione di maggio scorso e alla forte contrazione dei volumi di produzione, vendite ed export dell’industria italiana delle piastrelle di ceramica che hanno limitato il consumo di materie prime. 

I dati di gennaio 2024

Dalle prime stime sulla movimentazione complessiva relative a gennaio 2024, i traffici sembrano in calo di oltre il 18% (circa 400.000 tonnellate in meno) rispetto allo stesso mese del 2023, principalmente a causa della crisi di Suez sui traffici dei porti del nord Adriatico, già analizzati in precedenza. L’impatto del calo della movimentazione si è registrato in maniera significativa a partire dalla seconda metà del mese e tutt’ora persiste. 

Nel confronto con il mese di gennaio 2023, tutte le merceologie risulterebbero in calo ad esclusione dei concimi (+162%), dei chimici liquidi (+40%) e dei combustibili minerali solidi (+16%). 

Negativo il dato relativo ai materiali da costruzione (-54%), degli agroalimentari solidi (-32%) e liquidi (-7%), dei metallurgici (-14%) e dei petroliferi (-6%). 



I container a gennaio dovrebbero diminuire rispetto al 2023 del 32,5% per numero di TEUs (circa 5.000 TEUs in meno) e del 31,3% per tonnellate di merce (circa 55.000 tonnellate in meno). 

Un risultato negativo si delinea anche per i trailer, che dovrebbero ridursi rispetto a gennaio 2023 di oltre il 25% per numero di pezzi (circa 1.600 pezzi in meno) e del 19% per tonnellate di merce (circa 29.000 tonnellate in meno).

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