Marco De Luca. Le Pale di San Martino di Luca Maggio alla Pallavicini 22 Art Gallery - Piu Notizie

Marco De Luca. Le Pale di San Martino di Luca Maggio alla Pallavicini 22 Art Gallery

Redazione

Marco De Luca. Le Pale di San Martino di Luca Maggio alla Pallavicini 22 Art Gallery

mercoledì 14 Aprile 2021 - 10:03
Marco De Luca. Le Pale di San Martino di Luca Maggio alla Pallavicini 22 Art Gallery

Con il passaggio da zona rossa a zona arancione, riusciamo a riaprire lo spazio espositivo, con la personale del mosaicista ravennate Marco De Luca sabato 17 aprile alle ore 18:30

La mostra delle tre opere dal titolo Il monte e la nuvola, Lui, Lei, sarà esposta per la prima volta al pubblico presso Pallavicini 22 Art Gallery.  Durante le fasi conclusive dell’allestimento, ci ha fatto visita il critico d’arte Luca Maggio che, rimastone particolarmente affascinato, ci ha regalato il testo che segue .  Le immagini si riferiscono a “Le pale di San Martino”

Marco De Luca. Le Pale di San Martino -A cura di Luca Maggio “È molto più necessario che si aprano qua e là dei pozzi di luce.” Christian Bobin Tre stele. Così l’ultima architettura musiva di Marco De Luca: Le Pale di San Martino (2020). Tre cime, sintesi dolomitica, sono testimoni dell’incanto dell’artista davanti al sublime di questo tratto alpino antico milioni di anni e colto nell’attimo del tramonto, eterno ritorno quotidiano del precipitare del giorno nel suo darsi l’addio, abbracciando il corpo immenso della montagna, erotica della luce su una massa aperta di declivî e crepacci e cime, sedimentata poi nella memoria di un uomo, nel tempo dunque minuto e individuale, filtrato dai raggi dell’iride alle pieghe delle mani, sapienti sue nel tagliare e condurre a casa, tessera dopo tessera, andamento per andamento, ogni smalto o soffio di marmo emergente dalla parete petrosa del fondo. Ciascun elemento è disposto a sua volta all’interno di micro-campi quadrangolari mai eguali e composti da toni che spaziano dai grigi delle estremità laterali – a riprendere il supporto – alle terre ocra più scure alla base e via via chiarificate dall’inserto di virgole celesti e soprattutto dalle molte declinazioni dei rosa preziosi (usati secoli addietro per i visi di santi antichi bizantini), qui prevalenti e volti a restituire l’eco cromatica della dolòmia, la carne viva della roccia che si illumina grazie alla malìa degli inserti di oro più fitti all’apice, sostanza segreta di queste strutture, pioggia ascendente che attende ogni goccia dell’altra luce, quella della stella solare. Di altezze e sagomature differenti, due antecedenti, l’ultima a colmare l’orizzonte, le tre Pale ricordano certa fascinazione espressa da Shaftesbury nei suoi Saggi morali: “Persino le aspre rupi, gli antri muscosi, le caverne irregolari e le cascate ineguali, adorne di tutte le grazie della selvatichezza, mi appaiono tanto più affascinanti perché rappresentano più schiettamente la natura e sono avvolte da una magnificenza che supera di gran lunga le ridicole contraffazioni dei giardini principeschi.” I sogni di De Luca nascono dalla natura effettivamente, trasfigurandola in altro, in alto, in meditazione. E pare di percepire, avvicinandosi a queste tre dita terrestri eppure sacre, come quelle della benedizione ortodossa, melodie inattese, i cori dell’Ars poetica di Mansurian, il miracolo dell’Officium di Garbarek e The Hilliard Ensemble, suoni che salgono incessanti continui, note umane e strumentali che si inseguono come le tessere e ripiegano e si rialzano, nascendo da un altrove dove sanno ricondurre chi le ascolti e le senta proprie, come chi rapito si perda fra i colori delle vette di De Luca.

Testo critico del curatore Roberto Pagnani, relativo alle tre opere che l’artista ha realizzato specificatamente per la mostra (Il monte e la nuvola, Lui, Lei).

Il mio primo incontro con il lavoro di Marco De Luca risale oramai a parecchi anni fa e fu un’occasione davvero felice. Le sue opere mi colpirono per la ricchezza di sfumature e per la varietà dei toni su toni come di apparenti gamme del non colore. Erano forse diverse gradazioni del grigio? No, in realtà era una perfetta cromia sussurrata nella più decisa eleganza coloristica. Là dove un fondo di “non colore” si esprime in un’improvvisa fiammata di una tessera colorata che ne accende tutta la composizione. Infatti il mosaico è pittura e Marco De Luca è un artista che ha sempre usato la pittura, muovendosi con abilità dai pigmenti al mosaico, coniugando il tutto con importante Maestria architettonica. Difatti le sue opere sono sculture che si sono liberate dal peso dei materiali e si alleggeriscono in una verticale ascesa dove la statica viene reinventata con estrema perizia tecnica. Significativa è la scultura/mosaico “Il monte e la nuvola”, presente nella mostra alla Pallavicini 22, in cui vediamo, nel monte, uno sviluppo eretto ed improvviso formato da molteplici riquadri con tessere distanziate e continui cambi di inclinazione degli andamenti mai, però, drastici nei diversi orientamenti, cosicché il monte stesso diviene la colonna portante della nuvola, senza però stordirci con la sua mole, grazie alla forma affusolata. Il chiarore del materiale che, ad un primo distratto sguardo, potrebbe risultare candido e quasi incolore, in realtà, è uno scrigno di tinte di elegantissima scelta in cui si combinano tessere di pietra dalle varie tonalità verde marine, verde grigie e verde azzurrine, impreziosite da tessere color terra tenue che suggeriscono la luce dorata pur non essendo affatto d’oro. Poi, sopra al monte, ecco la nuvola che si appoggia soffice sulla cima. Le sue tessere rarefatte lasciano più spazio agli interstizi vuoti per poi riprendere, gradatamente, pienezza man mano che si sale verso la parte superiore ed aumenta il susseguirsi orizzontale dei piccoli multipli di pietrine.

De Luca
De Luca
De Luca

Estremamente suggestive sono le due stele “Lui” e “Lei”, anch’esse esposte alla Pallavicini 22, che appaiono come due sottili absidi verticali ascendenti verso il cielo. Sono come nicchie che ospitano un’idea sublimata ed astratta del divino; c’è silenzio nella parte concava ma c’è, anche, un suono potente e spirituale. Esse sono come due elementi che appartengono ad un’”archeologia del futuro” ove l’arte contemporanea si collega direttamente alla grande storia del passato, ritornando ad essere un solido ponte tra tutte le epoche umane. “Lei” è chiara ed argentea, costituita nel suo contorno da femminili sezioni di conchiglie, per la precisione ostriche, che De Luca ha raccolto sulle spiagge adriatiche. Queste sezioni ondeggiano come perpetue ondine marine facendo vibrare il mosaico come in un infinito moto perpetuo. Stupenda la parte centrale in cui i frammenti di conchiglia sono applicati di piatto e recano dei tagli sulle madreperlacee tessere, tagli verticali che spingono la composizione verso l’empireo. “Lui” è, per l’appunto, la stele maschile al cui centro predomina una compattezza di tessere di mosaico lapidee fortemente unite, con una alta “striscia” che spezza la forza del riempimento composta da tesserine di misura più piccole ed omogenee. Ma è nella cornice dell’abside che avviene una vera e propria rivoluzione… L’artista inventa un personalissimo impasto come di carte macerate e, singolarmente, a debita distanza l’una dall’altra, inserisce delle tessere che rendono estremamente eterea la stele e liberano così il divino in essa contenuta. Roberto Pagnani

La personale di Marco De Luca sarà visitabile presso Pallavicini22 dal 17 al 25 aprile 2021. 

Per accogliere i visitatori in sicurezza, l’ingresso allo spazio espositivo sarà regolato in conformità alle disposizioni ministeriali

Tag:

Piùnotizie.it

Iscr. Registro Stampa del Tribunale di Ravenna al N°1424 del 19/01/2016

Direttore Responsabile: Salvatore Sangermano

Editore: London & Comunicazione

CF. P.iva - 02198490399

Contatti: redazione@piunotizie.it

© E’ vietata la riproduzione, con qualsiasi strumento, anche parziale, di testi foto e video contrassegnati dalla scritta “Riproduzione vietata “ se non autorizzati dall’Editore in forma scritta.

Piunotizie.it è una testata associata a USPI, Unione Stampa Periodica Italiana