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L’Orchestra Cherubini e Giovanni Solimma: prove e tour tra Ravenna, Salerno e Jesi

orchestra cherubini

Foto: Silvia Lelli

«Una compagine unica» dice Giovanni Sollima dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, per quella sua intensa e continua attività che ne fa un’eccellenza italiana. Nel doppio ruolo di solista e direttore, il violoncellista e compositore incontra nuovamente la Cherubini sul palcoscenico – anzi, su tre palcoscenici. Dopo le giornate di prove a Ravenna, dall’11 al 13 marzo, nell’auditorium di San Romualdo, l’Orchestra e Sollima raggiungeranno Salerno e Jesi rispettivamente il 15 e 17 marzo. Il primo concerto segue la riapertura del Teatro Verdi dopo una forzata pausa di due mesi a causa della pandemia, mentre al Teatro Pergolesi l’incasso della serata sarà devoluto alla Lega del filo d’oro, la Fondazione Italiana per i Sordociechi. Il 18 marzo si ritorna invece a Ravenna, dove il concerto a San Romualdo è promosso – in occasione della Giornata mondiale del Sonno – dall’International RBD Study Group, il convegno medico che si terrà negli spazi nella Biblioteca Classense dal 17 al 19 marzo. Fra gli appuntamenti più prestigiosi della comunità scientifica internazionale, il convegno vedrà neurologi e scienziati da tutto il mondo confrontarsi sul disturbo del comportamento in sonno REM, che è anche un marcatore precoce di malattie neurodegenerative a grande impatto sociale, tra cui il Parkinson. L’appuntamento sarà anche in diretta streaming gratuita su ravennafestival.live. In programma, accanto al celeberrimo Concerto n. 2 per violoncello di Haydn, il brano di Sollima Fecit Neap 17, dedicato alla città partenopea dove si sono formati i suoi avi musicali e i musicisti della sua famiglia, e il Concerto per violoncello di Gaetano Ciandelli, vera e propria scoperta musicale e novità assoluta per il pubblico di oggi.

La più recente visita di Giovanni Sollima a Ravenna risale all’estate scorsa, quando ha affidato alla Cherubini i suoi Sei studi sull’Inferno di Dante commissionati dal Festival per il VII centenario della morte del Poeta, ma la sua consuetudine con la città dura da oltre vent’anni. Non sorprenda quindi che il musicista sintetizzi la propria relazione con Ravenna definendola una “casa”. Negli anni, il rapporto con il Festival e la Cherubini ha offerto molte e straordinarie occasioni di vederlo sulla scena ravennate con il suo fido compagno – quel violoncello Ruggieri che forse non è mai stato tanto spericolato come nelle mani di Sollima, un musicista che può viaggiare andata e ritorno tra l’empireo della classica dove ha suonato con i grandi, da Yo-Yo Ma a Riccardo Muti, da Sinopoli ad Argerich, e il più irriverente eclettismo, attraversando tutti gli strati della musica, dagli inni grunge e rock ai paesaggi assolati della sua Sicilia e del Mediterraneo. In quest’occasione Sollima si esibirà per la prima volta a San Romualdo, nuova sede ravennate dell’Orchestra Cherubini, inaugurata a dicembre con le prove aperte al pubblico di Riccardo Muti.

Cuore del programma, che ruota attorno all’antica centralità culturale di Napoli, è il mistero di Gaetano Ciandelli, nome che appartiene a un violoncellista napoletano allievo di Paganini ma anche ad almeno altri due musicisti tra Sette e Ottocento. Sulle tracce di Ciandelli da oltre dieci anni, Sollima ne ha riscoperto un Concerto nel Fondo Noseda della Biblioteca del Conservatorio Verdi di Milano: «L’ho riportato in notazione moderna e ne ho studiato le poche informazioni presenti, mentre il resto si poteva dedurre da una certa prassi. Emergono un movimento lento incorniciato da due brevi recitativi e un bellissimo Rondò in 6/8 con una sezione centrale in minore (esattamente come nel Concerto di Haydn), e anche un più lento con archi pizzicati seguito da un accelerando finale – sembra quasi una porta aperta su Beethoven o su Rossini…».