Lòm a Mêrz: L’accensione di falò propiziatori intendeva celebrare l’arrivo della primavera e invocare un’annata favorevole per il raccolto nei - Piu Notizie

Lòm a Mêrz: L’accensione di falò propiziatori intendeva celebrare l’arrivo della primavera e invocare un’annata favorevole per il raccolto nei

Redazione

Lòm a Mêrz: L’accensione di falò propiziatori intendeva celebrare l’arrivo della primavera e invocare un’annata favorevole per il raccolto nei

martedì 23 Febbraio 2021 - 19:21
Lòm a Mêrz: L’accensione di falò propiziatori intendeva celebrare l’arrivo della primavera e invocare un’annata favorevole per il raccolto nei

Lòm a Mêrz
La Romagna è una terra storicamente votata all’agricoltura. E l’agricoltura, come molte altre attività “all’aperto” era, ed è tutt’ora, soggetta alle avversità metereologiche. Così la tradizione contadina del passato voleva che per scongiurare la malasorte venissero fatti dei riti propiziatori,
come i fuochi magici: i “Lòm a Mêrz” (i lumi di marzo). L’accensione di falò propiziatori, intendeva celebrare l’arrivo della primavera e invocare un’annata favorevole per il raccolto nei campi, ricacciando il freddo e il rigore dell’inverno. Il suo significato era quello d’incoraggiare e
salutare l’arrivo della bella stagione, bruciando i rami secchi e i resti delle potature. Per questa occasione, negli ultimi tre giorni di febbraio e nei primi tre di marzo, ci si radunava nelle aie, si intonavano canti e si danzava intorno ai fuochi (al fugarèn), mangiando, bevendo e soprattutto
divertendosi. L’ Associazione, “Il Lavoro dei Contadini” dall’ ormai lontano 2000, ha cercato di tracciare un nuovo solco con i Lumi a Marzo, con rinnovati obiettivi che intendono essere un invito per mettersi in viaggio in queste terre, nelle quali si trova ancora un amore per il cibo tipico, sano,
dove viene a galla l’intima civiltà della campagna e l’appartenenza al mondo di piante, animali, riti, usanze, tradizioni e cultura.
L’ edizione 2021
Dopo il tramonto, dal 26 febbraio al 3 marzo, l’ accensione dei fuochi nelle aie delle case di campagna in vari Comuni delle Provincie di Ravenna, Forlì e Imola Purtroppo la presenza della pandemia Covid 19, non ci ha permesso di realizzare pienamente il programma previsto per i Lumi a Marzo del 2020. E, data l’ attuale situazione, che nuovamente non ci permetterà anche per questa edizione 2021 una presenza importante nelle aie, si è pensato ad un modello diverso da quello del passato, necessariamente più “virtuale”.
Il Presidente Lea Gardi, ci racconta: “In occasione dei Lumi, quest’ anno si inviteranno le persone a seguirci sui social, dove con Facebook, You Tube e altre piattaforme, con dirette dalle aziende agricole, saranno accesi i fuochi nei 6 giorni della tradizione e con video realizzati per l’ occasione per conoscere la terra e le tradizioni, le piante, gli animali e le produzioni enogastronomiche della Romagna. Con il rito propiziatorio del fuoco che riscalda e illumina, ci vogliamo augurare vicendevolmente di bruciare definitivamente l’ ultimo anno e di riporre le nostre speranze in una
stagione migliore!”. Il programma propone come tema, oltra a quello del fuoco, le favole della tradizione, che saranno proposte, sempre on line, in stretta collaborazione con esperti del settore, scuole, istituzioni.
L’origine della fiaba si perde nella stessa antichità del mito.
Le fiabe rientrano in quell’ immaginario collettivo che fa parte della cultura e delle tradizioni dei popoli che le hanno tramandate oralmente di generazione in generazione, in tempi in cui la scrittura non era molto praticata, rappresentando in modo più o meno simbolico riti, usanze,
costumi. Le favole hanno tramandato ad intere generazioni di bambini, raccolti nelle stalle delle campagne i racconti fantastici di “Mazzapegol “ di “Piri Pireta “ della “Bisciabova”, erano racconti da trebbo, per le sere d’inverno, dove grandi e piccini si riunivano al tepore della stalla, un mondo popolato da streghe, folletti, draghi , lupi cattivi…erano storie per sognare un mondo diverso, ma da sempre anche veicolo di insegnamenti morali. La favola ha tutt’ora un ruolo importante per la crescita dei bimbi, il racconto è uno dei migliori modi per accrescere la loro creatività, l’immaginazione, lo stupore, li aiuta a spiegare ansie, paure,
eventi particolari della vita, profondamente convinti che soprattutto i bambini di oggi abbiano bisogno di tale nutrimento per crescere in saggezza e per recuperare i valori di grande umanità.
Per la manifestazione, analogamente a quanto già fatto nella storia dei lumi, saranno attivate collaborazioni con Camera di Commercio di Ravenna, Comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Riolo Terme, IF Imola Faenza Tourism Company, Slow Food Condotta di Ravenna, Chef to Chef,
Istituto Fredrich Schurr, Comune di Imola, richiedendo Patrocini ai Comuni di Faenza, Brisighella, Riolo terme, Casola Valsenio, Imola, Unione della Romagna Faentina.
Chi siamo
“IL LAVORO DEI CONTADINI” nasce dalla volontà “spontanea e autonoma” di gruppo di Imprenditori agricoli della Provincia di Ravenna che si incontrano nel 2000 in occasione della partecipazione ad un corso di formazione professionale organizzato da Agrisystem srl.
Dal 2008 si è dato la forma di Associazione, con oggi 20 soci, che rappresentano altrettante imprese agricole e agrituristiche della Romagna. “Il lavoro dei contadini” è il nome che Paul Scheuermeier aveva dato come titolo a due volumi nati da un lungo viaggio nelle campagne Italiane dopo la prima guerra Mondiale. “IL LAVORO DEI CONTADINI” è quindi un gruppo di Imprenditori agricoli, che a secondo delle occasioni e degli eventi coinvolge anche altre aziende agricole, artigiani, artisti, istituzioni ed enti, che condividono il loro obiettivo primario: la promozione del territorio, nell’ ottica della valorizzare dei propri prodotti tipici, attraverso il
recupero delle tradizioni, delle arti e della cultura contadina, dei valori “antichi” della campagna, l’ amore per la propria terra.
Il Presidente
Lea Gardi

Le foto sono di Mirco Villa

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