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Liceo artistico di Ravenna: classe 5E “Pittura e mosaico” da record con 9 super-maturi

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Lo spauracchio della maturità è ormai alle spalle. C’è una classe a Ravenna che può gioire più di altre: la 5E a indirizzo “Pittura e mosaico” del liceo artistico “Nervi-Severini” di Ravenna. Qui è successo qualcosa che solo di rado accade: ben 9 ragazzi su 20, si sono diplomati con 100. Fra di loro, 4 hanno ottenuti persino la lode.

 

Sono Chiara Bubbani, Sara Meucci, Giacomo Rivalta, Gabriel Mecadangdang Sudaria e Teresa Zangheri, che si sono guadagnati un bel 100. Poi ci sono Sara Aceti, Rachele Foschi, Alice Landriscina e Grejsi Majnishta, che hanno finito gli studi con l’onore della lode.

 

«La definisco una bellissima ‘anomalia’ – afferma Francesca Massaroli, insegnante di italiano e storia –. Non mi era mai successo in tanti anni di insegnamento di trovarmi di fronte a giovani così dotati e motivati, nella stessa classe. Sono voti meritatissimi. Quest’anno, con le nuove modalità di esame, a pesare maggiormente è stato il percorso scolastico,  ossia i crediti accumulati nel triennio, oltre ovviamente ai voti delle due prove scritte e dell’orale. Meno valenza ha avuto invece la discrezionalità di una commissione, per cui non c’è possibilità che si dica che siano frutto di un’ondata di ‘buonismo’ post Covid».

 

Anche Massaroli è un’insegnante come ce ne sono poche, capace di considerare i ragazzi come figli, e quindi di sostenerli anche nei momenti più delicati, come è capitato durante la lunga e imprevedibile pandemia. «In questi ragazzi ho scoperto una speciale vena artistica – racconta –. Ma non solo, anche tanta tenacia e forza di volontà, perché non si sono mai abbattuti, anzi si sono sempre fatti trovare pronti per affrontare nuove sfide. Tornare in presenza per loro è stata un’immensa gioia». Indimenticabile per tutti è stata la giornata di visita, la primavera scorsa, alla Biennale di Venezia, l’unica nel triennio appena trascorso. Anche ricominciare le attività nel laboratorio di mosaico, ha avuto un sapore speciale per loro.

 

«Auguro a tutti loro, anche a nome del consiglio di classe un futuro ricco di soddisfazioni – conclude –. Hanno saputo usare l’arte, in particolare il mosaico, non solo per resistere ma anche per rilanciarsi e credere in un domani migliore. Non è scontato. Tutto ciò ha finito per arricchire e gratificare anche noi insegnanti, perché questo è il senso più alto della scuola».

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