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L’assessore Costantini sul “caso” del battistero degli Ariani: «Sottoporre la questione al prossimo tavolo Unesco»

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Foto: Battistero degli Ariani – RatMan1234, Wikimedia Commons

Chi ha avuto modo di girare per le vie del centro storico di Ravenna, si sarà di certo imbattuto in folte schiere di turisti, in prevalenza italiani ma anche stranieri. Tutti felici di godersi le bellezze artistiche dell’ex capitale bizantina, di gustare qualche prelibatezza culinaria o semplicemente di poter girare in una bella giornata primaverile. La tanto agognata ripresa post-Covid c’è, e lo testimoniano anche strutture ricettive e locali pubblici, e ora si attende di replicare in occasione del ponte del 25 aprile.

C’è però un grande “neo”: la chiusura pomeridiana nei giorni feriali del battistero degli Ariani, uno dei monumenti patrimonio Unesco dell’umanità. La gestione è di tipo statale, in quanto correlata alla Direzione generale Musei del ministero della Cultura. Chi si è spinto fino alla piazzetta degli Ariani, di pomeriggio, è rimasto deluso, trovando chiuso il piccolo gioiello fatto costruire dal re ostrogoto Teodorico, a partire dalla fine del V secolo. Niente file, dunque, come a San Vitale, alla tomba di Dante, al mausoleo di Teodorico.

«Sono arrivata a Ravenna venerdì scorso – racconta la visitatrice Mirella Neri di Padova – e, avendo scelto di soggiornare nei pressi del battistero, ho deciso di far partire da lì la visita alla città. Ma mai mi sarei immaginata di trovare chiuso nel pomeriggio di un giorno feriale, anche sotto Pasqua. Certo, normalmente, mi organizzo per tempo guardando orari e prenotando all’occorrenza, soprattutto quando vado nelle grandi città dove si possono trovare anche lunghe code. Mi ero fatta l’idea di Ravenna, come di una città d’arte a misura d’uomo, e attenta alle esigenze del turista in particolare in periodi clou come appunto quello pasquale e primaverile. E non sono stata l’unica a restare delusa, anche altre persone hanno dovuto fare “dietrofront” e per alcune di loro era l’ultimo giorno di visita. Per quanto mi riguarda, invece, ce l’ho fatta nei giorni successivi…».

Questa settimana, come di consueto, il battistero è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 di mattina, e solo il sabato e la domenica anche nel pomeriggio dalle 14 alle 17. Fa eccezione il 25 aprile, quando l’apertura sarà garantita tutta la giornata. Dalla direzione del monumento fanno sapere che il problema è legato ai tanti pensionamenti a cui non sono seguiti altrettanti arrivi da un concorso in corso.

Così, dovendo far ruotare il personale esistente tra i cinque siti del ministero della Cultura – ossia, oltre battistero, il Museo Nazionale, la basilica di Sant’Apollinare in Classe, il mausoleo e palazzo di Teodorico – si è penalizzato il battistero. Ma la questione del battistero è in realtà “annosa”, visto che si trascina da tempo.

A far sentire la propria voce in questi giorni è stato Alberto Ferrero di Fratelli d’Italia che ha dichiarato: «Non è un fatto insolito, è già successo all’indomani delle riaperture dopo la pandemia, nel 2020. All’epoca le “scuse” erano le regole anti-Covid, oggi la mancanza di personale. Un’amministrazione che avesse interesse al turismo e a sfruttare le potenzialità della città, si sarebbe dovuta attivare per fare sì che uno dei monumenti più visitati fosse aperto a Pasqua».

Immediata la replica dell’assessore comunale al Turismo, Giacomo Costantini: «Che la critica arrivi dai Fratelli d’Italia – afferma – non mi stupisce, sono “nuovi” e non conoscono bene come funzionano bene le cose. Altri membri dell’opposizione di più lungo corso hanno capito che abbiamo le “mani legate”. Anche avessimo messo a disposizione nostri impiegati o trovato dei volontari per un servizio gratuito al battistero, non avremmo potuto fare nulla, perché il ministero impone tutta una serie di controlli, vincoli e assicurazioni, su cui noi come amministrazione non abbiamo alcun potere».

«Ho perso il conto delle volte in cui – aggiunge Costantini – siamo stati criticati, in passato, per aver tenuto a siglare un accordo con RavennAntica per la gestione di alcuni servizi aggiuntivi, una scelta che si è poi rivelata buona perché ha garantito una certa flessibilità, utile in certe circostanze. Spetta, in primis, a chi gestisce il monumento fare qualcosa. Poi forse si può tentare di sottoporre la questione al prossimo tavolo di coordinamento Unesco».