L'assessora alla Cultura Elsa Signorino risponde alla consigliera Tardi "Celebrazioni Dantesche in pausa ma non ovunque" - Piu Notizie

L’assessora alla Cultura Elsa Signorino risponde alla consigliera Tardi “Celebrazioni Dantesche in pausa ma non ovunque”

Redazione

L’assessora alla Cultura Elsa Signorino risponde alla consigliera Tardi “Celebrazioni Dantesche in pausa ma non ovunque”

martedì 23 Febbraio 2021 - 18:51
L’assessora alla Cultura  Elsa Signorino risponde  alla consigliera Tardi   “Celebrazioni Dantesche in pausa ma non ovunque”

Leggendo il titolo del question time “celebrazioni dantesche in pausa da covid ma non ovunque” sono stata colta da un qualche stupore. Mi sono chiesta: da qualche parte, malgrado la pandemia, si sta celebrando Dante con eventi partecipati da consistenti flussi di spettatori/visitatori? No, purtroppo non è così. I luoghi di cultura sono chiusi (chiusi ma non inattivi). E tutti ne proviamo sofferenza. La riapertura dei luoghi di cultura in sicurezza è condizione essenziale della ripartenza del Paese. Per questo ieri sera a Ravenna e in tutta Italia si sono illuminati i teatri.

Ma andando al cuore del question time la notizia da cui prende le mosse è l’annuncio della presenza di John Malkovich al festival di Imola in giugno con un evento dantesco di sicuro pregio. Malkovich a Ravenna è già venuto con una memorabile interpretazione nell’edizione del festival del 2018. E ancora, premesso che le celebrazioni dantesche, e sono convinta che su questo l’interrogante convenga, non possono ridursi a sterile competizione fra territori potendo semmai essere cimento di una rinnovata unità nazionale, alla sua preoccupazione risponderò con una domanda. Cosa succede a Ravenna nel giugno del ’21, o meglio a partire da maggio fino al luglio del ’21? La risposta è semplice: la XXXII edizione di Ravenna Festival dedicata a Dante, con oltre 20 appuntamenti concepiti ad hoc, e come sempre, la presenza di artisti di caratura internazionale. Per non parlare dell’originalissima produzione ad opera di Ravenna Teatro della rappresentazione della Commedia, in particolare del Paradiso, scelta non a caso, dal Ministero degli Esteri per portare l’Italia e Ravenna nel mondo con il progetto Dante nei 5 continenti. Progetto per ora sospeso causa pandemia, ma che riprenderà non appena possibile. Il programma del Festival sarà presentato a breve.

“Iniziare a fare”: questo l’invito dell’interrogante.

Inutile che io rammenti quanto già è stato fatto. Dall’avvio a settembre 2020 delle celebrazioni, davanti alla Tomba restaurata, alla presenza del Presidente Mattarella con la lettura di Elio Germano. Alla celebrazione del rito civile e religioso dell’Annuale con i sindaci di tante città, il presidente del Comitato nazionale dantesco e il prefetto della Biblioteca Vaticana. Potrei aggiungere la lettura perpetua della Commedia, l’inaugurazione dell’apprezzatissima mostra Inclusa est flamma alla Classense. Ancora l’apertura, con ospiti internazionali, della straordinaria mostra di Paolo Roversi sponsorizzata da Dior, Dauphin e Pirelli (Roversi è stato il primo italiano a realizzare il loro celebre calendario), e già richiesta, con la sua sezione dantesca, a Parigi.

Tutti i media nazionali hanno in quei giorni raccontato quanto accaduto. Un’attenzione, quella dei media nazionali, che è stata in questi mesi davvero importante e non è mai venuta meno perché, quando è iniziata la seconda ondata del Covid, a Ravenna non ci si è certo fermati. La Tomba è restata sempre aperta e la lettura perpetua non si è mai interrotta, con appassionati di Dante da tutto il mondo che hanno spostato le loro prenotazioni all’estate. A mostre chiuse, abbiamo consentito a tutti di visitare quelle già aperte e di incuriosirsi per quelle programmate con virtual tour di altissima qualità. E abbiamo lavorato per rilanciare, tra la primavera e l’autunno, con l’inaugurazione del nuovo Museo Dante in occasione del prossimo Dantedì, la mostra Le arti al tempo dell’esilio, con Giotto, Cimabue e i principali artisti del tempo di Dante, il congresso internazionale, a maggio, con 400 dantisti da ogni parte del mondo. Del Ravenna Festival ho già detto. A settembre la mostra Un’epopea pop a cura di Giuseppe Antonelli con centinaia di testimonianze della popolarità di Dante e della sua influenza sull’arte contemporanea, la Trilogia ancora a tema dantesco col grande danzatore Sergei Polunin, e il settecentesimo Annuale, con il concerto del maestro Muti a Ravenna poi a Verona e Firenze, la prolusione del cardinal Ravasi; e ancora la Classense all’Expo di Dubai. E ho citato solo alcuni degli eventi previsti. A Ravenna le celebrazioni sono partite eccome! E non intendiamo fermarci al 2021 o a qualche evento, sia pure di pregio. La nostra cifra è un’altra. A Ravenna Dante è vivo da settecento anni e continuerà ad attirare l’attenzione e l’amore dei suoi cittadini e, quando sarà possibile, di altre migliaia di visitatori. Lavoriamo affinché chi verrà a Ravenna nel ’21 e negli anni a venire trovi, ogni anno e per tutto l’anno, per tutti i pubblici, non solo eventi, ma una città intera che, intorno alla Tomba, ha costruito un circuito di offerte culturali non effimere.

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