La Guardia di Finanza sequestra al Porto di Ravenna circa 25mila prodotti cinesi senza certificazione europea

Al Porto di Ravenna sequestrati prodotti cinesi non idonei alla vendita

Nei giorni scorsi, a seguito dell’attività di analisi dei rischi sulle merci in arrivo presso il Porto di Ravenna, i militari del 2° Nucleo Operativo del Gruppo della Guardia di Finanza di Ravenna, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, hanno sottoposto a controllo un semirimorchio proveniente dalla Bulgaria, appena giunto su un traghetto salpato dalla Grecia e carico di articoli di vario genere prodotti in Cina.

 

Al momento della verifica fisica della merce sono state riscontrate subito diverse irregolarità, in quanto le calzature e i prodotti tessili trasportati sono risultati sprovvisti della prescritta etichettatura e dei contrassegni recanti la composizione fibrosa e il materiale tessile utilizzato per il loro confezionamento, mentre le apparecchiature elettriche sono risultate sprovviste dei requisiti di sicurezza necessari per essere commercializzate nell’Unione Europea. Sono stati inoltre rinvenuti oltre 20.000 dispositivi di protezione individuale, tra mascherine FFP2 e guanti, privi dell’obbligatoria marcatura e certificazione CE.

 

Tutta la merce è stata quindi sottoposta a sequestro amministrativo e l’importatore è stato sollecitato a regolarizzare i prodotti, apponendo le previste etichettature ad abbigliamento le calzature e corredando i prodotti elettrici di apposita documentazione tecnica. Le mascherine facciali sono state invece destinate alla distruzione in quanto tecnicamente inidonei per la commercializzazione nel territorio nazionale. Allo stesso imprenditore è stata poi comminata una sanzione amministrativa pari a 16.000 euro, che può arrivare a 90.000 euro qualora non ottemperi al pagamento entro sessanta giorni.

 

L’azione congiunta della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli testimonia anche in questo caso l’attenzione riposta nel verificare che le merci importate che transitano nell’area portuale ravennate siano conformi agli standard di sicurezza comunitari, a tutela degli stessi consumatori finali.

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