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Il Teatro delle Albe di Ravenna in trasferta a Roma con la “non-scuola” per una collaborazione con Asinitas

Foto: spettacolo del Teatro delle Albe a Roma

Ha preso spunto dalla storia del Pifferaio di Hamelin il laboratorio che la non-scuola del Teatro delle Albe di Ravenna ha proposto ai ragazzi e alle ragazze di Asinitas, una realtà romana di ricerca e azione che si occupa di educazione e intervento sociale rivolti a minori e adulti, italiani e stranieri.

Venticinque bambini e ragazzi dagli 11 ai 16 anni sono infatti stati protagonisti del laboratorio organizzato dal condirettore di Ravenna Teatro Alessandro Argnani – nell’ambito di un progetto realizzato in collaborazione con Teatro Biblioteca Quarticciolo – che ha coinvolto minori del V Municipio di Roma, alcuni provenienti dalle occupazioni abitative e dai centri di accoglienza, allo scopo di creare uno spazio espressivo e di incontro condiviso.

L’idea è nata dall’osservazione di quella fascia d’età ritenuta la più delicata nei processi di integrazione sociale per i giovani di seconda generazione e minori non accompagnati sul territorio, anche alla luce della carenza di servizi per l’inclusione sociale, ma ancora di più da una valutazione effettuata durante la pandemia, dalla quale emergono come ancor più isolati nei corpi e marginalizzati nella socialità.

 

Un progetto che trova naturale corrispondenza nell’attività del Teatro delle Albe, che dal ’91 porta avanti la pratica pedagogica e teatrale della non-scuola, esperienza formativa rivolta agli adolescenti in relazione con associazioni e istituzioni. Una pratica con importante carattere di integrazione, multidisciplinarietà e cooperazione che costituisce una preziosa occasione di incontro e confronto.

 

«Grazie alla non-scuola – ha sottolineato Argnani – in tutti questi anni Le Albe hanno avuto la fortuna di relazionarsi con realtà che svolgono un lavoro necessario e importante nelle periferie del nostro Paese. Un’esperienza che rappresenta una fonte di rinnovamento continua, utile alla crescita dell’intera comunità».

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