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Il capogruppo di Rete Civica – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato una interrogazione sul consumo di suolo a Ravenna

Redazione

Il capogruppo di Rete Civica – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato una interrogazione sul consumo di suolo a Ravenna

giovedì 07 Ottobre 2021 - 12:00
Il capogruppo di Rete Civica – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato una interrogazione sul consumo di suolo a Ravenna

Cementificazione o “consumo di suolo 0”?

Bologna – 7 ottobre 2021 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale un’interrogazione sull’eccessiva e ingiustificata cementificazione in atto nella città di Ravenna. Ravenna risulta essere, secondo l’ultimo rapporto ISPRA, il 1° comune dell’Emilia-Romagna ed il 6° in Italia per superficie cementificata.

Il suolo urbanizzato nel Comune di Ravenna è il 10,58%, superiore alla media regionale (8,9) e nazionale (7,1), lontano dall’obiettivo consumo del suolo al 3% posto dalla Legge Regionale 24/17.

Nel comune di Ravenna sono stati consumati ulteriori 64 ettari di suolo tra il 2019 ed il 2020, ovvero circa 1753 mq al giorno mantenendo il primato regionale, in termini di valore assoluto, di suolo consumato.

Per consumo di suolo si intende la perdita di suolo agricolo in favore di suolo cementificato (quindi impermeabile) e per estrazioni e attività che ne compromettono la capacità di assorbire CO2 o l’acqua in caso di allagamenti, compromettendo l’ambiente che ci circonda.

È sotto gli occhi di tutti la cementificazione del territorio a danno della campagna urbana, destinata a sparire. Tanti, troppi i cantieri in essere.

L’area di via Antica Milizia per esempio, nella zona sud di Ravenna, è un cantiere attivato per la realizzazione di un nuovo quartiere urbano su un’area di circa 90 mila metri quadrati, di cui circa 40 mila ad uso residenziale, 5000 mila per un centro commerciale e dove, secondo i calcoli previsionali, si insedieranno 764 abitanti.

Il Quartiere San Giuseppe invece verrà ampliato di 144 mila mq che ospiteranno nuovi interventi all’interno del quartiere, prevalentemente dedicati a nuovo residenziale e ad attività commerciali. E’ facilmente prevedibile che una tale espansione sarà motivo di ampliamento anche delle infrastrutture al di fuori del territorio urbanizzato portando inevitabilmente ad un’ulteriore espansione della città, in controtendenza con gli obiettivi di consumo di suolo zero al 2050.

E ci sono poi le urbanizzazioni lungo la costa a Lido di Savio, i cantieri partiti a San Pietro in Vincoli, la nuova area commerciale a Fornace Zarattini, il completamento del centro Teodora, le logistiche portuali – i progetti attualmente previsti porteranno a perdere ulteriori centinaia di ettari di suolo.

Per non parlare di tutti gli interventi ex art.18 (28 sul territorio comunale) che porteranno alla perdita di ulteriore campagna.

Il tutto a fronte di un calo della popolazione del 2,18%, di circa 2.000 case in vendita in città e quasi 7.500 incluso il forese: dunque nessuna necessità di urbanizzazione.

Questo rapporto certifica il fallimento della politica ecologica della città e nonostante gli annunci dell’attuale amministrazione andranno avanti le estrazioni, i nuovi insediamenti commerciali, i quartieri residenziali oltre, ovviamente, al nuovo mega HUB di stoccaggio della CO2.

L’obiettivo del consumo di suolo zero al 2050 stabilito dalla Regione Emilia-Romagna con la Legge Regionale 24 del 2017 all’art 5, in coerenza con gli articoli 9, 44 e 117 della Costituzione e con i principi desumibili dagli articoli 11 e 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, sembra quindi essere dimenticato e le conseguenze sono la perdita irreversibile di una risorsa non rinnovabile e una maggiore suscettibilità agli effetti dei cambiamenti climatici.

In una Regione come l’Emilia-Romagna assistiamo a situazione paradossali, come il fatto che a Bologna, dietro lo scudo del consumo di suolo 0 si vieti di fatto di recuperare i piccoli fabbricati rurali per lasciarli crollare mentre a Ravenna venga consentita la cementificazione  indiscriminata di centinaia di ettari incoerentemente con i dettati della l.r. 24/2017. 

L’atto ispettivo del Consigliere Mastacchi per chiarire quali azioni la Regione intende attivare per attenuare l’impatto devastante che il consumo del suolo ha su questi territori e stimolare una programmazione urbanistica il più possibile sostenibile.

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