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Ieri il convegno in videoconferenza organizzato da CNA Ravenna, per fare chiarezza sui bonus in edilizia e sulle procedure da seguire per imprese e cittadini

Redazione

Ieri il convegno in videoconferenza organizzato da CNA Ravenna, per fare chiarezza sui bonus in edilizia e sulle procedure da seguire per imprese e cittadini

mercoledì 17 Marzo 2021 - 21:22
Ieri il convegno in videoconferenza organizzato da CNA Ravenna, per fare chiarezza sui bonus in edilizia e sulle procedure da seguire per imprese e cittadini

Si è tenuto ieri, martedì 16 marzo 2021, in modalità videoconferenza, un incontro sui temi dei bonus in edilizia. L’iniziativa era divisa in due parti: alla prima hanno partecipato il presidente di CNA Costruzioni Ravenna, Walter Alessandrelli, il presidente della Provincia e Sindaco del Comune di Ravenna, Michele De Pascale, e il direttore della CNA di Ravenna Massimo Mazzavillani.

“Le detrazioni in edilizia hanno dato un’accelerazione decisiva al settore delle costruzioni” ha esordito Alessandrelli, introducendo l’iniziativa. “I nuovi provvedimenti introdotti, però, non sono privi di criticità per le imprese: difficile l’iter burocratico, complessi gli aspetti fiscali, lunghe e complicate le procedure. La prima criticità è senz’altro il breve tempo per cui saranno disponibili le detrazioni: è necessario un allungamento dei tempi di vigenza, altrimenti il rischio è che possa generarsi un surplus di lavoro per le imprese, che dovranno affrontarlo anche con un aumento del personale, seguito poi da una nuova fase di stagnazione. Una ulteriore criticità è data dal fatto che con questi bonus scaricano la gestione di aspetti fiscali e finanziari sulle imprese, che già in fase di preventivo devono comunicare se disponibili allo sconto in fattura o alla cessione del credito. Per questo è importante che l’imprenditore abbia piena coscienza di tutte le implicazioni del tema e riceva un adeguato supporto da tutti i soggetti coinvolti”.

“Oggi, dopo tante analisi delle normative, ci occupiamo delle procedure – ha proseguito Mazzavillani – per fare chiarezza e dare risposte alle imprese e ai cittadini. È chiaro che servirebbe una maggiore semplificazione: il tema rappresenta un’occasione da non perdere per la transizione ecologica, uno degli assi strategici dell’azione di questo Governo, attraverso rigenerazione urbana e del patrimonio edilizio pubblico e privato. Come CNA abbiamo richiesto a gran voce e in più occasioni, anche visto il perdurare della pandemia, una proroga del Superbonus (ad oggi è prevista la fruibilità fino a giugno 2022) a tutto il 2023, equiparando anche le scadenze di tutti gli altri bonus, in qualche modo trainati. Proponiamo anche di ampliare la platea di potenziali beneficiari a capannoni industriali, artigianali e alle strutture ricettive, alberghiere e non, unendo gli interventi su questi edifici a miglioramenti delle infrastrutture materiali e immateriali sul territorio. Sarà anche importante modulare meglio la modalità di fruizione degli incentivi. Ricordiamo, infine, che lo sconto in fattura genera preoccupazioni alle imprese: serve una relazione più semplice con gli Istituti di Credito, che si basano ancora troppo sul merito creditizio”.

“Per aiutare i cittadini – ha concluso Mazzavillani – sarebbe bene accelerare i tempi delle pratiche edilizie degli enti locali (ad esempio gli accessi agli atti, le procedure per le sanatorie ecc.). Già positivo è l’intervento della Regione per la semplificazione delle pratiche edilizie, con la legge 14/2020, auspichiamo che anche altre Istituzioni locali colgano queste sollecitazioni”.

È, poi, intervenuto Michele De Pascale: “lo schema generale del provvedimento è figlio degli interventi in edilizia che, ricordo, furono allora proposti da CNA, e ciò è un chiaro simbolo del successo della concertazione. Ora serve una seconda fase di concertazione: la direzione è quella giusta perché rilancia gli investimenti sia pubblici sia privati, ma lo strumento va affinato. Per iniziare, sul tema delle difformità c’è un po’ di ideologia: tutto deve essere ovviamente ispirato al principio di legalità, ma occorre tenere presente anche realtà pratica ricordando che questi interventi si applicano efficacemente anche a edifici degli anni ’50, ’60 e ’70 per cui spesso non c’è rispondenza tra gli atti e la realtà. Va rivista certamente anche la temporalità, perché si rischia di non trovare imprese disponibili ad effettuare i lavori perché sovraccariche e, allo scadere del termine degli incentivi, una brusca frenata del mercato. La proroga dei tempi è auspicabile anche per un altro motivo: tante operazioni si sono svolte e si stanno svolgendo durante la pandemia. Nonostante i nostri uffici siano sempre stati operativi, è evidente un rallentamento generale. Infine la questione dell’accesso agli atti: per rendere veramente efficaci i provvedimenti cercheremo di creare una corsia preferenziale per chi deve fare interventi di riqualificazione. Ricordiamo, inoltre, che tra gli interventi agevolati ci sono anche quelli legati alla sismica, fondamentali non solo per il recupero del patrimonio edilizio ma anche per la sicurezza dei cittadini”. “Ottima la proposta per le strutture ricettive, specie ora che il turismo è in ginocchio a causa del perdurare della pandemia, e per i capannoni, anche sotto il profilo ecologico” ha concluso De Pascale. “Vorrei, infine, ricordare che tutti questi incentivi sono strategici anche per le amministrazioni locali, che possono utilizzarli per una grande riqualificazione dell’edilizia popolare”.

L’iniziativa, che ha visto una folta partecipazione di imprese e cittadini, è proseguita con l’illustrazione di alcuni casi concreti, con l’analisi di tutte le procedure che le imprese devono seguire, dalla richiesta del lavoro alla cessione del credito.

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