Grandi manovre nello spazio intorno alla stazione spaziale. - Piu Notizie

Grandi manovre nello spazio intorno alla stazione spaziale.

Redazione

Grandi manovre nello spazio intorno alla stazione spaziale.

venerdì 23 Luglio 2021 - 13:07
Grandi manovre nello spazio intorno alla stazione spaziale.

Grandi manovre intorno alla ISS, in un “balletto” spaziale che non si vedeva da decenni. 

Le attività sono iniziate il 21 luglio quando gli astronauti della Nasa Shane Kimbrough e Megan McArthur, l’astronauta della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) Akihiko Hoshide e l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea (ESA) ThomasPesquet hanno spostato “Endeavour” (astronave commerciale della SpaceX) dalla porta anteriore del modulo “Harmony” della stazione spaziale a un’altra porta di aggancio. 

Il modulo Nauka prima del suo alloggiamento nella carenatura del razzo. (Credito immagine: Roscosmos)

La manovra si è resa necessaria per permettere l’aggancio della prevista missione della Boeing Orbital Flight Test2 (OFT-2) che dovrebbe essere lanciata per la stazione il 30 luglio e arrivare a destinazione il giorno successivo. 

Interpretazione artistica che mostra il CST-100 “Starliner” di Boeing diretto a un appuntamento con la Stazione Spaziale Internazionale. (Credito immagine: Boeing)

Quindi la navicella spaziale CST-100 “Starliner” della Boeing attraccherà alloporta di prua di “Harmony” stabilirà un primato: la prima volta che due diversi veicoli spaziali commerciali per l’equipaggio degli Stati Uniti, si troveranno attraccati contemporaneamente, alla stazione spaziale internazionale.  La missione OFT-2 è il secondo tentativo di volo di prova dell’astronave della Boeing (il primo è parzialmente fallito) per testare le capacità end-to-end del veicolo, inclusi lancio, attracco, rientro atmosferico e successivo atterraggio. Da notare che non si tratta di “ammaraggio” nell’oceano ma di un rientro a terra, una “prima”molto interessante ed economicamente conveniente se si pensa che non saranno necessarie navi ed squadre di recupero oltre, naturalmente, ad evitare il contatto della nave con acqua salata rendendo più semplice il suo recupero per una nuova missione.  La “Starliner” della Boeing era stata fortemente “sponsorizzata” dalla Nasa (che gli aveva concesso più fondi rispetto al progetto della SpaceX di Elon Musk) ma è stata battuta per affidabilità dalla Dragon della SpaceX. Infatti, durante il primo lancio, avvenuto nel dicembre 2019, il veicolo spaziale non ha raggiunto la stazione come previsto a causa di una serie di problemi tecnici che hanno costretto la Boeing a rivedere il progetto e a rimandare il secondo tentativo di prova, sempre senza equipaggio.  Ma il traffico intorno alla ISS non si limiterà a questo, infatti, la Russia ha  lanciato ieri verso la stazione spaziale, con un potente razzo Proton,  l’enorme modulo scientifico “Nauka” dopo quattordici anni di rinvii.  Originariamente previsto per il 2007, il Russian Multipurpose Research Module (MLM) “Nauka” ha incontrato molti ostacoli nel suo cammino verso lo spazio. Originariamente progettato come supporto per il primo modulo della stazione “Zarya” lanciata nel 1998, “Nauka” ha trascorso oltre due decenni di attesa a terra, diventando ovviamente obsoleta. Questo stato però si è  interrotto nel 2013 quando il gigantesco modulo è stato “tolto dal magazzino” per iniziare il suo aggiornamento. 

Lungo oltre 13 metri e con un diametro massimo di 4,3 metri, quando “Nauka” attraccherà all’avamposto orbitale, il 29 luglio, diventerà il più grande componente della stazione costruito dai russi. 

Il modulo oltre a ospitare strutture di ricerca fornirà anche un letto aggiuntivo per un astronauta, nonché una nuova toilette, un sistema di rigenerazione dell’ossigeno e attrezzi per il riciclaggio acqua dalle urine. Naturalmente per consentire l’aggancio si dovrà fare “spazio”.  Per questo il modulo di attracco “Pirs” attualmente agganciato sul modulo di servizio “Zvezda” dovrà essere rimosso in un’operazione prevista il 23 luglio.  “Pirs” lascerà la stazione spaziale dopo quasi 20 anni di servizio come porto di attracco e camera di equilibrio e sarà guidato in una discesa parzialmente controllata che lo farà  parzialmente bruciare nell’atmosfera mentre i pezzi rimanenti cadranno nell’Oceano Pacifico circa quattro ore dopo la sua partenza. 

Molto movimento quindi intorno alla stazione spaziale in un rinnovato interesse per poter un avamposto dato per finito entro i prossimi 10 anni. 

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