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FutuRa per lo Sport: tra i fondatori Guido Guerrieri,un progetto per lo sport

Redazione

FutuRa per lo Sport: tra i fondatori Guido Guerrieri,un progetto per lo sport

domenica 08 Agosto 2021 - 09:17
FutuRa per lo Sport: tra i fondatori Guido Guerrieri,un progetto per lo sport

Sport, un diritto ma anche un dovere. Quello che può fare l’amministrazione comunale. “L’educazione motoria, come la scuola e la formazione, non è solo un diritto ma un dovere civico per lo sviluppo e la crescita di ogni persona; per questo l’educazione motoria deve accompagnare la completa e corretta formazione psico-fisica dell’individuo, del futuro cittadino, fin dalla più giovane età.”

  • Da qui parte l’analisi di Guido Guerrieri di Insieme x Cambiare, tra i fondatori del progetto civico FutuRa, già assessore allo sport in comune a Ravenna.
    • “Parliamo non a caso di crescita psico-fisica, perché le due cose non sono affatto disgiunte: mens sana in corpore sano, diceva Giovenale – chiosa Guerrieri – purtroppo oggi in molti riconoscono le carenze nel nostro paese nell’avvio all’educazione motoria nella scuola; in effetti il confronto con gli altri paesi europei è impietoso. Ovviamente il tema è di portata e di competenza nazionale, ma in che modo si può allora intervenire a livello locale, cosa può fare un Sindaco?

Per FUTURA – prosegue Guerrieri – deve creare le condizioni affinche nel proprio territorio tutti i bambini e i giovani possano fare sport, coscienti che il primo passo per fare appunto sport è acquisire le nozioni di base di una corretta motricità, e di questo sono ben coscienti gli Ente di promozione sportiva e le Società sportiva serie. Un bambino che fa sport impara il rispetto delle regole, del proprio corpo, dei compagni e degli avversari, dell’allenatore/educatore e dell’arbitro/giudice; impara la disciplina, impara il valore della motivazione, della fatica e del sacrificio come strumenti per raggiungere un obiettivo, il valore dell’attenzione, della concentrazione e dello studio; la soddisfazione del risultato raggiunto e la gestione dell’insuccesso; impara a socializzare, lo spirito di squadra e il valore dell’inclusione e della “differenza”, e cosa importante spesso lo fa con il sorriso e il piacere di andare sul campo o in palestra.

Ecco quindi le nostre proposte sul piano locale: Costruire con la scuola e le società sportive il LIBRO BIANCO DELLO SPORT A RAVENNA Occorre una ricerca sul campo che scatti la reale fotografia di quanti bambini/giovani fanno sport, come e dove lo fanno, andando a verificare in particolare le ragioni di chi non pratica sport, siano esse economiche, logistiche, motivazionali e in particolare verificare in una mappatura del territorio se questo fenomeno presenta criticità in particolari aree o, per esempio, difficoltà di accessibilità agli impianti.

  • Riattivare la consulta dello Sport
    • Va riattivata una consulta dello Sport, perché laddove la scuola è carente, la nostra comunità ha spesso sopperito con la presenza diffusa degli Enti e delle Società Sportive, forte di un volontariato diffuso e capillare che è sempre stata una grande risorsa sociale del nostro territorio e che deve contare di più. Ne devono seguire quindi misure concertate per un ampliamento dell’offerta sportiva in modo da raggiungere ogni singolo bambino del nostro territorio.
  • Bandi, incentivi, concessioni agevolate
    • L’amministrazione comunale deve favorire progetti di inclusione e diffusione dello sport giovanile con attività motoria di base; utilizzando lo strumento dei bandi o delle concessioni agevolate di palestre; perseguendo la stipula di protocolli tra istituti scolastici e società sportive; favorendo progetti che vedano la presenza di “educatori” qualificati, soprattutto per le persone fragili o in difficoltà.
  • Aiutare la creazione di “competenze per lo sport”
  • Occorre un salto di qualità anche nel mondo dello sport, soprattutto giovanile: il volontariato, sempre importante, oggi però non basta più: vanno formate, favorite e acquisite nuove competenze e professionalità fin dalla base, fin dai primi anni di attività. Occorrono politiche pubbliche che premino chi va in questa direzione: educatori formati, preparati, laureati, per i quali allenare (e formare e educare) non può essere un passatempo ma diviene “mestiere”.

Insomma – conclude Guerrieri – La qualità del nostro territorio si misura anche nella possibilità data ad ogni giovane cittadino di una corretta formazione e crescita psico-fisica.

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