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Due laboratori per gli studenti ravennati contro le dipendenze

macchina da presa

Ritornare alla socialità, essere persone propositive, vivere attivamente in ambito scolastico e nella propria comunità: questi alcuni degli obiettivi dei due progetti regionali rivolti agli studenti: il laboratorio cinematografico Darkness at noon e quello musicale MusicaleMente peer to peer promossi dal Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche – Uoc Dipendenze patologiche di Ravenna e dall’assessorato a Politiche giovanili, cultura e scuola del Comune, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi con la partecipazione  dell’assessore Fabio Sbaraglia, del direttore dell’Uoc Dipendenze patologiche di Ravenna, Deanna Olivoni, e del direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche, Antonella Mastrocola. I progetti sono stati coordinati da Sabrina Drei, dirigente psicologo del Sert, coordinatrice degli interventi di promozione alla salute nelle scuole di Ravenna. Partner la cooperativa Librazione e l’Istituto oncologico romagnolo. I due progetti si sono sviluppati in continuità con quello regionale Tra Rischio e Piacere setting 5.6 (Scuole che promuovono salute) che annualmente viene svolto nelle scuole secondarie superiori di Ravenna in relazione alla prevenzione dei comportamenti a rischio.

I giovani hanno realizzato un cortometraggio con colonna sonora, sulle tematiche adolescenziali della salute mentale e delle dipendenze patologiche. ll messaggio lanciato dai giovani riguarda la riappropriazione di spazi vitali per la condivisione di passioni artistiche, come forma di prevenzione rispetto alle varie manifestazioni di disagio mentale e di dipendenza patologica.

Attraverso le immagini, il testo e la musica hanno voluto raccontare quanto la solitudine inneschi spirali di sofferenza che possono essere espresse e curate con la scrittura, la creatività artistica e la condivisione. Come spiega il testo del brano Bacio della dama nera ideato per il cortometraggio: «Ma io continuo a cadere/E’ come un perfetto Straniero/apro le porte dei Piani interrati/Le dimensioni si sovrappongono/Ed io non posso scegliere/Il suono del silenzio Mi fa male […] Torniamo a casa/Che mi manca il mare/Ho ancora il cuore pieno di sabbia/Bianca come la neve/Sento freddo» (Matilde – Liceo Artistico).

Il link per accedere alla visione del video è https://www.youtube.com/watch?v=bWP5Iq8VCIg

Il progetto vuole rappresentare un modello di promozione della salute fondato sulla partecipazione intergenerazionale e sulla capacità delle istituzioni di ascoltare le passioni dei giovani ed aiutarli a creare luoghi di espressione, sviluppo e creatività, come forma di contrasto alla seduzione chimica offerta dalle droghe. Il finale del film Darkness at noon recita così: «Io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo e non vediamo le cose come sono, ma le vediamo come siamo, ogni dipendenza è una malattia dell’anima e ogni malattia dell’anima è una malattia della collettività…se impari a non avere paura dell’altro e a convivere soprattutto con l’altro che incontri ogni mattina allo specchio sei salvo dalle dipendenze distruttive, la vita non è la festa che ci avevano promesso, ma già che siamo qua..balliamo!».

«L’intento di questo progetto – commenta l’assessore alle Politiche giovanili Fabio Sbaraglia –  è quello di promuovere il protagonismo giovanile e l’autonomia nelle scelte di realizzazione di prodotti e strumenti di comunicazione responsabilizzando i giovani alla condivisione peer to peer e nello sviluppo di pensiero critico sui contenuti espressi oltre a promuovere interventi educativi di Promozione alla Salute anche fuori da contesti scolastici, ossia nel tempo libero, ma allo stesso tempo in continuità con la scuola, in fase di vacanze estive, impiegando tale tempo nello sviluppo di competenze comunicative, artistiche, tecnologiche, qualificandosi esse stesse come fattori protettivi ai comportamenti a rischio nello sviluppo di empowerment di gruppo e individuale».

La riflessione che ha preceduto la realizzazione dei progetti da parte degli enti educatori è stata quella che in seguito al lockdown era opportuno cogliere la necessità di favorire nuove forme di risocializzazione positiva, di ingaggio in ruoli di responsabilità di cittadinanza attiva e di sostegno all’appartenenza scolastica, mantenendo attivo il protagonismo degli studenti anche durante la chiusura delle scuole nel periodo estivo. L’intento di questi progetti, nella visione dell’equipe scuola del Sert di Ravenna, è quello di implementare strette alleanze fra la sanità pubblica e il mondo dell’arte e della cultura, sulla base delle evidenze scientifiche espresse dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 2019, sul loro ruolo nella promozione e nel miglioramento della salute, e complementari ai percorsi di cura tradizionali.
Ai progetti hanno partecipato i ‘peer educator’ degli studenti dell’Istituto tecnico agrario “Perdisa”, del Liceo artistico “L. Nervi Severini”, dell’Isituto “Olivetti-Callegari”, giovani in libera aggregazione e con la preziosa collaborazione delle docenti Lucia Paglialonga (ITAS), Nicoletta Pasini (Liceo artistico) e Licia Bagnoli (Olivetti-Callegari).

I ragazzi hanno potuto confrontarsi con professionisti del territorio di Ravenna: il regista Gerardo Lamattina, il musicista e compositore Marco Rosetti e la graphic designer Giulia Cennamo che hanno avuto il ruolo di consulenti e facilitatori della creatività, rispetto alle idee promosse dai ragazzi sulla base delle loro competenze, passioni, emozioni da esprimere attraverso linguaggi artistici dove la parola dei giovani a volte non trova voce. Il valore di tali collaborazioni è anche quella di favorire la scoperta dei propri talenti, aumentare le competenze in tali discipline e favorire conoscenza e collegamenti con il mondo del lavoro in ambito artistico sul proprio territorio.

Hanno collaborato anche cittadini volontari: lo scrittore Tahar Lamri, la nonna stagista Serena Savoia, peer senior universitari e le famiglie Rossi di Portocorsini, Cangialeoni di Sant’Alberto, Camorani di Conventello, Bustacchini e Asioli di Ravenna, il Bagno Que Vida e la Proloco di Porto Corsini, a cui va il ringraziamento per la disponibilità, la partecipazione e il sostegno offerto in questo progetto multi-professionale e intergenerazionale a supporto della ricchezza creativa e della passione dei giovani, che necessitano di essere sostenute e vitalizzate soprattutto in questa fase post-pandemica.

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