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Diana Krall, stella del jazz confidenziale, al Pavaglione di Lugo per il “Ravenna Festival”

Diana Krall - Square

Se la voce fosse un luogo, quella di Diana Krall sarebbe la penombra fumosa di un locale jazz, ogni cosa velluto, il breve scintillio di un gioiello o un bicchiere nell’oscurità. Con una voce così – appena ruvida, una sensualità fatta di sussurri – Diana Krall è diventata una stella del jazz confidenziale, in cui sa infondere la giusta malinconia blues per parlare a tu per tu con ogni spettatore. La cantante e pianista canadese sarà regina per una notte al Pavaglione di Lugo, mercoledì 13 luglio alle 21.30, per il primo dei tre appuntamenti sotto le stelle che Ravenna Festival, in collaborazione con il Comune di Lugo, ha previsto nel suggestivo quadriportico settecentesco. Sulla scena jazz fin da adolescente, Diana Krall è riuscita nell’impresa di mettere in fila ben otto album nella classifica Billboard Jazz, insieme a due Grammy e a dieci Juno Awards, lungo un percorso che l’ha vista esibirsi con Paul McCartney, Barbra Streisand e Tony Bennett. Il suo concerto è possibile grazie al sostegno di Confindustria Romagna.

 

A volte è in preda alla nostalgia. Tocca il piano con dita leggere e nervose. Oppure ne trae grandi accordi e boogie-woogie. È una languida innamorata o una femme fatale. Domina la scena, oppure sembra intenta a fuggirla, schiva ed evanescente. Può camminare sul confine fra jazz e cabaret, lanciarsi in lunghe digressioni musicali o preferire interpretazioni minimaliste. Assapora ogni sillaba per costruire una tale e delicata intimità con il proprio pubblico che ognuno ha l’impressione di essere il solo e unico ascoltatore, il destinatario di ogni verso e nota. Diana Krall è una e molte, ma una costante delle sue performance e dei suoi album è il gusto impeccabile per la canzone. Forse Diana non ha rivoluzionato il jazz – non è il suo obiettivo, d’altronde – ma sa portare sulle proprie spalle il peso di una favolosa tradizione, rimettendo in circolo, con grande intelligenza e sofisticazione, brani meritatamente storici, cavalli di battaglia e pezzi che rischiano invece di essere colpevolmente dimenticati.

 

Diana Krall deve i propri esordi al padre, pianista e grande appassionato della musica di Fats Waller. E oltre a formarsi nelle migliori istituzioni musicali americane, ha potuto collaborare da subito con musicisti quali John Clayton, Jeff Hamilton, Jimmy Rowles e soprattutto con il contrabbassista Ray Brown che considera il proprio mentore. Il suo ultimo disco, This Dream of You, è ispirato al Bob Dylan di Together through life: omaggio all’amico e produttore Tommy LiPuma con cui ha collaborato fino alla sua scomparsa a ottant’anni, nel 2017. LiPuma, che ha prodotto ben undici album di Diana, ha dimostrato che è possibile creare dischi dal successo planetario capaci di conquistare anche chi non è un appassionato di jazz.

 

L’album This Dream of You si apre con l’evocativa e pensosa But Beautiful e immediatamente trasporta l’ascoltatore in un luogo altro – un luogo che senza dubbio è la Grande Mela nell’atmosfera anni Trenta di That’s All e in Autumn in New York. Non manca l’omaggio a Nat King Cole, dichiaratamente uno dei grandi miti di Diana, che cantava Just You, Just me insieme ed Ella Fitzgerald; Sinatra è ricordato invece dalla sognante ma profonda interpretazione di There’s No You. E ancora si oscilla dalla classicità di I Wished on the Moon alla giocosa rilettura di Singing in the Rain.

 

Sul palcoscenico del Pavaglione, Diana Krall sarà accompagnata da un trio di valenti musicisti – Robert Hurst al contrabbasso, Karriem Riggins alla batteria, Anthony Wilson alla chitarra elettrica – perfetti per mettere in risalto ogni pezzo.

 

I prossimi appuntamenti al Pavaglione sono l’omaggio a Buena Vista Social Club con il Roberto Fonseca Trio e Eliades Ochoa (16 luglio) e La Rappresentante di Lista in inedita versione sinfonica (17 luglio).

 

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org

Biglietti: da 40 a 60 Euro (ridotti da 35 a 54 Euro); under 18 5 Euro

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