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“Dante nei cinque continenti” trionfa a Buenos Aires con “Fedeli d’amore”

martinelli Buenos Aires

Si è conclusa con grande successo di pubblico, standing ovation a ogni replica, la prima volta a Buenos Aires di Ermanna Montanari e Marco Martinelli – co-fondatori e direzione artistica del Teatro delle Albe – che hanno debuttato con lo spettacolo fedeli d’Amore “polittico in sette quadri per Dante Alighieri”– musica di Luigi Ceccarelli, tromba dal vivo di Simone Marzocchi – al Teatro San Martín/Complejo Teatral de Buenos Aires, uno tra i più importanti e iconici teatri della capitale.

 

In scena dal 30 settembre al 5 ottobre, lo spettacolo ha inaugurato il progetto “Dante nei cinque continenti”, con cui Montanari e Martinelli – dopo il Cantiere Dante sulle tre cantiche della Commedia commissionato da Ravenna Festival e prodotto in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro grazie al contributo di Comune di Ravenna e Regione Emilia-Romagna – portano il Poeta e la sua opera nel mondo “creando una comunità temporanea che possa condividere un’esperienza precisa, compiere un viaggio insieme, formando una polis che forse proprio nel teatro può ritrovare, oggi, una vocazione pubblica”.

 

Una modalità pienamente ‘abbracciata’ dalla comunità di Buenos Aires, che ha risposto con larga partecipazione alle cinque serate e al laboratorio Purgatorio dei poeti diretto dal regista ravennate (con esito aperto al pubblico). Una cinquantina i cittadini che vi hanno partecipato e che sono entrati nello spirito autentico del suo capolavoro, dimostrandosi entusiasti di scoprire un “Dante vivo”.

 

Sul più prestigioso quotidiano culturale della città, PAGINA 12, Santiago Giordano, autorevole musicologo, ha parlato delle “innumerevoli voci della straordinaria Ermanna Montanari, riconosciuta in Europa per il suo sorprendente percorso nell’investigare le possibilità sceniche della voce”, elogiando la musica di Ceccarelli e la tromba di Marzocchi e dedicando ampio spazio all’avventura dantesca della coppia Martinelli-Montanari.

 

Racconta Montanari – che proprio per fedeli d’Amore ha ricevuto il suo quarto premio Ubu come miglior attrice – nell’intervista a Santiago Giordano: “Abbiamo provato ad immaginare il momento in cui muore il Poeta, padre della lingua italiana. Tracciamo una congettura che va oltre il personaggio, la figura che è in scena non ha contorni, la sua forma sono la voce e i suoni. Immaginiamo la voce delle allucinazioni, che non è quella del poeta”. “Scrivere del Dante morente è stato un modo di immaginare l’uomo, il profugo sofferente, al di là dei monumenti di pietra che ce lo nascondono ” aggiunge Martinelli, autore della drammaturgia, con cui il musicologo si avventura in una disamina sulla lingua usata, un mosaico di più idiomi, dall’ italiano al dialetto romagnolo, dal latino all’inglese.

 

Nel gennaio 2023 Montanari e Martinelli porteranno lo spettacolo e il laboratorio anche a Philadelphia e a New York per la tappa americana di Dante nei cinque continenti.

 

L’iniziativa nella città porteña si è sviluppata all’interno del progetto ITALIA XXI con la produzione di Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, Teatro Coliseo, Complejo Teatral de Buenos Aires/Teatro San Martín e il sostegno dell’Ambasciata d’Italia in Argentina, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Emilia-Romagna e di ATER Fondazione. “Siamo davvero molto felici di questo successo internazionale di fedeli d’Amore – sostiene la presidente di ATER Fondazione Patrizia Ghedini – uno spettacolo sul quale ATER ha fortemente creduto fin dall’inizio, tanto da porlo al centro di un progetto regionale specifico, “Sulla via Emilia nel nome di Dante”, rivolto agli adolescenti e sviluppatosi in quattro teatri e altrettanti comuni del proprio Circuito”.

 

“Considero un privilegio – dichiara Donatella Cannova, direttrice dell’Istituto italiano di Cultura a Buenos Aires – aver potuto presentare, in collaborazione con i diversi enti che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, il Teatro delle Albe a Buenos Aires, dove per la prima volta nella loro lunga e gloriosa storia, Ermanna Montanari e Marco Martinelli si sono affacciati su uno dei palcoscenici più cari al pubblico porteño. Città colta e raffinata, fruitrice avida di teatro e in generale di cultura, la capitale argentina non finisce mai di sorprendere gli artisti italiani per il calore e la mostra di competenza con le quali vengono accolte le proposte in arrivo dall’Italia. Fedeli d’amore, con la sua sapienza teatrale e la potenza del suo dispositivo sonoro – elementi intrecciati e inscindibili derivanti dalla ricchezza del testo di Marco e dall’inarrivabile interpretazione di Ermanna, coadiuvati da una squadra di collaboratori e tecnici devoti e legati ai direttori artistici da un evidente patto di fedeltà – lascia sicuramente un segno di bellezza e di verità, del quale ci nutriremo ancora per lungo tempo. Ho anche la sensazione che lo stesso valga per la compagnia italiana: il ricordo di Buenos Aires, ne sono certa,  alimenterà il desiderio di voler ritornare a calcare queste scene, all’insegna dello scambio e dell’arricchimento reciproco”.

 

“Il successo del Teatro delle Albe a Buenos Aires con la prima tappa del Dante nei cinque continenti, cui presto seguirà la destinazione USA con Philadelphia e New York City, è ragione di gioia e di orgoglio per l’Emilia-Romagna – sottolinea l’assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori – perché premia Ermanna Montanari e Marco Martinelli, due artisti delle nostre terre apprezzati e amati nel mondo e, insieme, la continuità con cui il Comune di Ravenna innanzitutto e la Regione Emilia-Romagna hanno accompagnato la crescita negli anni di questa formazione. Penso che Montanari e Martinelli meritino il plauso della nazione per come hanno voluto lavorare su Dante, per Dante, con Dante, prima a Ravenna con il Cantiere Dante sulle tre cantiche della Commedia, oggi con fedeli d’Amore “polittico in sette quadri per Dante Alighieri” con cui gireranno il mondo. Una sfida difficile, affrontata con coraggio e competenza, una sfida che possiamo cominciare a definire vinta. Per me questa è un’ulteriore conferma che il nuovo indirizzo della Regione – volto a sostenere la circolazione internazionale delle opere degli artisti emiliano-romagnoli – è fecondo e sta già producendo, in uscita dalla pandemia, un primo aumento di risultati; nonché del promettente futuro di Malagola, centro internazionale di studio e formazione sulla voce, che ha Ermanna al centro – in co-direzione con Enrico Pitozzi – e coinvolge tutto il collettivo artistico”.