Confesercenti Cervia: Il presidente Fiepet lancia un appello "Fateci aprire"Il Comunicato congiunto Confesercenti e Confcommercio E.R. - Piu Notizie

Confesercenti Cervia: Il presidente Fiepet lancia un appello “Fateci aprire”Il Comunicato congiunto Confesercenti e Confcommercio E.R.

Redazione

Confesercenti Cervia: Il presidente Fiepet lancia un appello “Fateci aprire”Il Comunicato congiunto Confesercenti e Confcommercio E.R.

sabato 16 Gennaio 2021 - 09:44
Confesercenti Cervia: Il presidente Fiepet lancia un appello “Fateci aprire”Il Comunicato congiunto Confesercenti e Confcommercio E.R.

Carissimi colleghi, operatori del settore della ristorazione, dei bar e della gastronomia, in allegato trovate un comunicato congiunto che abbiamo realizzato come Associazioni Regionali. Il comunicato denuncia – come potete ben immaginare – lo stato di crisi in cui tutti versiamo e che rappresenta una situazione surreale, per non dire tragica, per migliaia e migliaia di imprese. Questo stato di cose genera in tantissimi di noi (me compreso) un senso di impotenza, ma che ogni volta si trasforma anche in rabbia per l’inefficacia delle norme che vengono emanate, ma – soprattutto – l’evidenza di una classe politica nazionale lontana dalla realtà e dai problemi concreti. In questi giorni si stanno formando spontaneamente gruppi di operatori che vogliono protestare con azioni forti, ma che purtroppo sono fuori dalla legalità. Pur comprendendo le loro legittime ragioni, non possiamo certamente allinearci e comportarci da “fuorilegge”. Ho ricevuto tante telefonate da colleghi arrabbiati, al limite dell’esasperazione e dell’abbandono, anche della loro attività, ma dobbiamo sapere tutti che una strada per uscirne è stata intrapresa e non può che essere quella della sanità, dell’arrivo dei vaccini e del fatto che la popolazione tutta si deve proteggere da questo maledetto virus.

n ogni caso, invito liberamente, per chi lo volesse fare, senza impegno alcuno, a lasciare accesa la propria insegna, la vetrina della propria attività per venerdì 15 gennaio p.v., dalle ore 18.00 in poi, come segnale di protesta ad una situazione divenuta inaccettabile. Contemporaneamente, non solo in Regione Emilia Romagna, ma in tutta Italia, si stanno svolgendo azioni quali raccolta di firme ed incontri con i Prefetti; azioni già programmate anche nel nostro territorio. Speriamo che questa situazione non perduri per troppo tempo, per non lasciare sul campo tante imprese, famiglie, dipendenti e collaboratori che vivono onestamente di questo lavoro e di ciò che genera socialmente. Da ultimo, ma come elemento più importante e che ribadiamo ad ogni incontro, gridiamo con forza “FATECI APRIRE!!!”; in sicurezza, con coperti anche ridotti, nel rispetto di ogni protocollo, ma FATECI APRIRE SUBITO per poter tenere in vita le aziende, le famiglie che vi lavorano e la vita delle nostre città.

Il Presidente Alessandro Fanelli

Bologna 13 gennaio 2020

Agli Organi di Informazione

Loro sedi

Emilia-Romagna: la chiusura forzata di bar e ristoranti non è più sostenibile.

No a iniziative fuori dalla legalità ma occorre consentire alle imprese di lavorare

“La situazione attuale che continua a vedere la chiusura delle attività della ristorazione e dei pubblici esercizi senza prospettive di riaperture ma addirittura di ulteriori limitazioni ha portato all’esasperazione le imprese del settore dell’Emilia-Romagna e rischia di portare al fallimento decine d’imprese del settore con la perdita di centinaia di posti di lavoro.”

È la denuncia di Confcommercio e Confesercenti Emilia-Romagna in vista del nuovo DPCM che dovrà fissare le nuove regole per la gestione della pandemia a partire da sabato.

“Le imprese, in modo molto responsabile – continua la nota – hanno mantenuto un grande equilibrio, rispettando le regole e adeguando le loro attività alle diverse disposizioni, anche con investimenti di notevole entità. Questi sforzi non sono riconosciuti e si continua a guardare a questo settore come una delle cause principali della diffusione della pandemia pur in assenza di dati a conferma di questa tesi.”

Secondo le due associazioni, questo atteggiamento favorisce anche l’organizzazione di iniziative di dubbia efficacia e pericolose per le imprese, i lavoratori e la clientela ma che sono la manifestazione di un disagio e una situazione di difficoltà. Iniziative da cui le due associazioni si dissociano in modo netto in favore di un atteggiamento che rimane all’interno della legalità ma che rivendica con forza la necessità di dare risposte immediate “non è più possibile – conclude, infatti, la nota – continuare a tener chiuse queste aziende. Occorre il coraggio di consentire loro di riaprire e riguadagnare dignità e prospettive, aggiornando eventualmente i protocolli vigenti ma trattando queste imprese come quelle degli altri settori economici”.   

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