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Cna e Confartigianato chiedono l’immediata applicazione a Ravenna del “Prezziario regionale” per favorire l’edilizia

È stato recentemente approvato dalla Consulta Regionale dell’Edilizia, l’Elenco regionale dei prezzi delle opere pubbliche e di difesa del suolo della Regione Emilia-Romagna per il primo semestre dell’anno 2022. Il prezzario regionale contiene i costi delle forniture e delle opere compiute a cui le stazioni appaltanti devono fare riferimento al momento della predisposizione di una gara d’appalto come definisce l’attuale normativa vigente in tema di appalti pubblici.

È stato un lungo lavoro avviato già prima dell’approvazione del “Prezziario 2021” che aveva visto CNA e Confartigianato molto critici rispetto all’inadeguatezza e all’incongruità dei prezzi proposti nella primavera dello scorso anno.

Grazie al gioco di squadra con imprese e consorzi, le Associazioni artigiane hanno attivato prontamente una modalità di condivisione delle dinamiche del mercato che ha consentito di raccogliere le informazioni sulle materie prime e sulle lavorazioni fornendo alla Regione tutti gli elementi per migliorare il nuovo prezziario regionale.

Purtroppo, l’attuale situazione del mercato delle materie prime per l’edilizia insieme ai rincari dell’energia, ai ritardi nelle consegne, alla mancanza di materie prime per le lavorazioni non consentono agli imprenditori di dormire sonni tranquilli.

«Questo lavoro ci ha consentito di risolvere almeno in parte il divario di congruità che il prezziario regionale manifestava ormai da anni: in questo modo avremo certamente un adeguamento della quota di spese generali».

Confartigianato e CNA fanno notare, però, che in provincia di Ravenna quanto previsto dal Codice degli appalti pubblici (art. 23 c.16) – e cioè che per i contratti relativi a lavori il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni è determinato sulla base dei prezziari regionali aggiornati annualmente – non sempre viene rispettato.

«Ecco perché come Associazioni auspichiamo un rapido adeguamento anche delle stazioni appaltanti del nostro territorio alle nuove tariffe regionali e che queste siano da subito recepite per le gare che verranno prossimamente pubblicate. Tutto ciò per garantire al sistema delle imprese del settore delle costruzioni prezzi congrui che diano alle stesse la possibilità di partecipare mantenendo inalterata la qualità e il rispetto delle regole».

Senza la possibilità di programmare con certezza il lavoro le imprese si fermano, mettendo a rischio tutte le promesse di una robusta ripartenza garantita dal PNRR: edilizia sanitaria, edilizia scolastica, manutenzione straordinaria delle infrastrutture, rigenerazione urbana. Tante possibilità che si rischia di compromettere se i prezzi non verranno adeguati tempestivamente alle dinamiche del mercato.

Per le Associazioni questo lavoro non si esaurirà: «Saremo sempre attenti a fornire alla Regione elementi nuovi per descrivere la variabilità, purtroppo verso l’alto, dei prezzi delle materie prime, restando attenti osservatori del mercato per sostenere le imprese della filiera delle costruzioni a cogliere tutte le opportunità che si presenteranno nei prossimi mesi».