Cassa di Ravenna: bilancio 2023. Utile netto cresciuto del 14%, dividendi aumentati

I risultati positivi sono stati ottenuti nonostante gli eventi alluvionali che hanno duramente colpito la Romagna, l’Emilia e la Toscana

Nella lettera agli Azionisti, il Presidente della Cassa di Ravenna Spa Antonio Patuelli ha reso noto che il Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore Generale Nicola Sbrizzi ha approvato i risultati individuali della Cassa e consolidati del Gruppo Bancario relativi all’esercizio 2023: bilancio positivo con cospicui utili per la Cassa di Ravenna Spa e per il suo Gruppo bancario.

I risultati sono stati ottenuti nonostante gli eventi alluvionali che hanno duramente colpito innanzitutto la Romagna, l’Emilia e la Toscana. L’utile netto dell’operatività corrente della Cassa di Ravenna Spa, dopo le necessarie rettifiche, i più che prudenziali accantonamenti e nonostante anche i costi obbligatori straordinari per salvataggi di banche concorrenti, è cresciuto a 32,052 milioni di euro (+14,21%).



Il Consiglio di Amministrazione della Cassa ha deliberato la proposta di distribuzione di un dividendo, ulteriormente aumentato, nella forma di una azione ogni 30 possedute (senza oneri fiscali per l’azionista) o, a richiesta, in contanti, di 51 centesimi di euro per azione (+15,91%). La raccolta diretta è aumentata a 4.809 milioni di euro (+3,1%), la raccolta indiretta ammonta a 5.454 milioni di euro (+6,6%). Gli impieghi ammontano a 3.283 milioni di euro (-2,5%), risentendo della riduzione della domanda.   

L’utile netto consolidato del Gruppo Bancario Cassa è cresciuto a 41,5 milioni di euro (+27,74%), risultato mai raggiunto in precedenza.

I primi dati relativi ai coefficienti patrimoniali di Vigilanza al 31 dicembre 2023 confermano e rafforzano ulteriormente l’elevata patrimonializzazione del Gruppo: il CET 1 Ratio della Cassa è del 20,49% e di Gruppo è del 16,04%, più del doppio del 7,85% richiesto dalle Autorità al Gruppo Cassa nell’ambito del processo di revisione e valutazione prudenziale SREP. Il Total Capital Ratio è cresciuto per la Cassa al 21,83% e per il Gruppo al 17,58%, rispetto al 12,05% richiesto dalle Autorità.

Nel bilancio consolidato del Gruppo Cassa, il margine d’interesse è di 127 milioni di euro (+4,7%), le commissioni nette 90,1 milioni di euro (+2,9%), il margine di intermediazione 221,3 milioni di euro (+2,4%), le rettifiche    di  valore e gli accantonamenti   per rischio di   credito    25,8 milioni di euro          (-26,9%), il risultato netto della gestione finanziaria è di 195,5 milioni di euro (+8,0%), i costi operativi ammontano a 134,2 milioni di euro (+1,6%): le spese amministrative risentono dei costi obbligatori straordinari per salvataggi di banche concorrenti per 8 milioni di euro. Nel bilancio consolidato il totale della raccolta diretta è di 6.829 milioni di euro (+3,56%), la raccolta indiretta è di 7.646 milioni di euro (+7,17%). Gli impieghi a famiglie e imprese ammontano a 4.170 milioni di euro (-4,66%).

Per la migliorata qualità del credito, il totale di tutti i crediti deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) è del 2,1% del totale degli impieghi netti.

Le crisi finanziarie sviluppatesi dal 2008 in poi sono state superate dalla Cassa di Ravenna sempre con bilanci in utile e mai ricorrendo ad aumenti di capitale onerosi per gli azionisti.

Il Gruppo Cassa di Ravenna comprende oltre alla Capogruppo La Cassa di Ravenna Spa, la Banca di Imola Spa, il Banco di Lucca e del Tirreno Spa e tre società di prodotti e servizi con sedi a Ravenna, Imola e Milano e una società a controllo congiunto, la Consultinvest Asset Management SGR Spa con sede a Modena.

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