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Arrivati a Ravenna gli artisti ucraini in fuga da Kiev. Ora sono ospiti dell’ex Casa del Clero

Muti e Filipieva

Foto: Cristina Mazzavillani Muti e Olena Filipieva

Sono arrivati ieri sera a Ravenna in pullman, dopo uno sfinente viaggio di 20 ore, gli artisti ucraini del teatro di Kiev: 59 in tutto, fra ballerini, orchestrali, coristi e familiari. Ad accoglierli tanti ravennati, oltre ovviamente alle autorità e il gruppo da camera del conservatorio e la banda cittadina. La missione umanitaria organizzata da Ravenna Solidale ha fatto seguito all’appello lanciato da Cristina Mazzavillani Muti.

«Quando ci siamo trovati di fronte al treno che portava questi guerrieri della sofferenza, abbiamo capito che la nostra era una goccia nel mare», così Mazzavillani ha esordito, commossa, nel breve racconto di quanto accaduto. La fotografia che la ritrae con Olena Filipieva, direttrice del corpo di ballo, riconoscibile per il bel maglione giallo, dice tutto.

Gli artisti sono stati prelevati dalla stazione di Przemysl, nel sud est della Polonia, crocevia di persone in fuga. Ad accoglierli anche il sindaco Michele De Pascale, che li ha salutati prima in ucraino e poi in italiano, e il prefetto Castrese De Rosa. «Ravenna è un asilo sicuro – dice il sindaco – dove troverete persone accoglienti e una cultura millenaria sorella della vostra. Viva l’Italia, viva l’Ucraina unite nell’Europa».

I 59 profughi ora sono ospitati nell’ex casa del clero trasformata in Cas e gestita dalla cooperativa La Pieve, dove rimarranno finché ne avranno bisogno. Il percorso di accoglienza è stato seguito dai consiglieri comunali Daniele Perini e Chiara Francesconi e Giovanni Morgese di Ravenna Solidale.