Arresto cardiaco per un cosmonauta a bordo della stazione spaziale internazionale. - Piu Notizie

Arresto cardiaco per un cosmonauta a bordo della stazione spaziale internazionale.

Redazione

Arresto cardiaco per un cosmonauta a bordo della stazione spaziale internazionale.

giovedì 07 Ottobre 2021 - 18:11
Arresto cardiaco per un cosmonauta a bordo della stazione spaziale internazionale.

Niente paura, si tratta solo della trama del film “Вызов” (“Challenge” in inglese), una produzione congiunta tra Roscosmos, la stazione televisiva russa Channel One e lo studio Yellow, Black and White, che sarà girato nei prossimi dodici giorni a bordo della ISS.

La storia riguarda un cosmonauta russo che dopo aver subito un arresto cardiaco durante una passeggiata spaziale deve essere sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza indispensabile per sopravvivere al viaggio di ritorno sulla Terra e per questo motivo un chirurgo è inviato nell’avamposto orbitale.

Il chirurgo, naturalmente, è interpretato della bella e brava attrice russa Yulia Peresild, che insieme al produttore e regista Klim Shipenko e al cosmonauta veterano dello Spazio Anton Shkaplerov hanno raggiunto la stazione spaziale internazionale il 5 ottobre, per girare il primo lungometraggio nello spazio.

Shkaplerov, Shipenko e Peresild

si sono uniti ai sette membri della Expedition 65: il comandante Thomas Pesquet dell’Agenzia spaziale europea (ESA); gli astronauti della NASA Mark Vande Hei, Shane Kimbrough e Megan McArthur; Aki Hoshide della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) e i cosmonauti Oleg Novitskiy e Pyotr Dubrov della società spaziale federale russa Roscosmos.

Dietro le quinte Shipenko, oltre a essere il regista ricoprirà molti ruoli, tra cui truccatore, montatore del suono e direttore della fotografia. La maggior parte delle riprese si svolgeranno nel modulo polivalente russo Nauka, ma potrebbero essere mostrate anche altre aree del complesso. Dubrov e Shkaplerov inoltre, si prenderanno una pausa dal loro ruolo di cosmonauti nella vita reale per interpretare piccole parti, mentre ancora non si sa se qualcuno degli altri membri dell’equipaggio di Expedition 65 apparirà nel film.

Per accogliere i cineasti, il soggiorno di Dubrov e Vande Hei è stato prolungato di altri sei mesi. Atterreranno quindi con Shkaplerov sullo a marzo del prossimo anno, dopo 365 giorni nello spazio. Quando Vande Hei avrà completata la sua missione sarà l’astronauta con più ore di volo nello Spazio nella storia degli Stati Uniti.

L’agenzia Roscosmos aveva annunciato il progetto cinematografico nel novembre 2020. I maligni dicono che l’annuncio è stato fatto dopo l’apparizione si Media della notizia che l’attore Tom Cruise aveva annunciato una collaborazione con il regista Doug Liman, SpaceX, Axiom Space e la NASA per girare un film a bordo della stazione spaziale.

Forse proprio per cogliere l’opportunità di rivendicare un altro primato nello spazio, la Roscosmos si è subito mossa per selezionare l’attrice che sarebbe stata la protagonista del film.

La scelta è caduta su Yulia Peresild, 37 anni, dopo aver valutato un gruppo di 3.000 candidate e 20 finaliste, insieme alla sua riserva, l’attrice Alena Mordovina. Per l’occasione l’Agenzia ha testato un nuovo metodo di selezione e addestramento abbreviato per il volo spaziale.

La Peresild è solo la quinta donna russa a volare nello spazio, su 67 astronaute in tutto il mondo, nonostante in russi furono i primi lanciando la cosmonauta Valentina Tereshkova nel 1963.

Durante l’intervista prevolo, la  Peresild ha dichiarato che nonostante il “rito abbreviato” l’addestramento non è stato facile, non tanto fisicamente, ma soprattutto per il grande numero di acronimi presenti nei testi. Abbreviazioni che e se non impari a memoria poi non riesci più a proseguire il corso.

Attrice già affermata in Russia, la Peresild è apparsa in pluripremiati film e serie televisive russe, oltre a recitare sul palco del teatro Malaya Bronnaya di Mosca.

Prima di “Challenge”, i cosmonauti dell’era sovietica avevano filmato nel 1984, a bordo della Soyuz T-9 e all’interno della stazione spaziale Salyut 7, un documentario intitolato “Return from Orbit”.

Ventiquattro anni dopo, fu l’astronauta statunitense Richard Garriott, finanziato da fondi privati, a girare a bordo della Stazione Spaziale Internazionale “Apogee of Fear”, un cortometraggio di fantascienza.

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