Ancisi, vaccinare subito gli assistenti di studio in servizio presso gli ambulatori dei medici di base e dei pediatri di famiglia. - Piu Notizie

Ancisi, vaccinare subito gli assistenti di studio in servizio presso gli ambulatori dei medici di base e dei pediatri di famiglia.

Redazione

Ancisi, vaccinare subito gli assistenti di studio in servizio presso gli ambulatori dei medici di base e dei pediatri di famiglia.

mercoledì 03 Marzo 2021 - 18:36
Ancisi, vaccinare subito gli assistenti di studio in servizio presso gli ambulatori dei medici di base e dei pediatri di famiglia.

Nel piano delle vaccinazioni anticovid per gli operatori sanitari finora messo in campo dalla Regione Emilia-Romagna non figurano gli assistenti di studio in servizio presso gli ambulatori dei medici di base e dei pediatri di famiglia. Benché il loro stipendio sia pagato in parte dalle AUSL, sono infatti classificati come amministrativi, essendo assunti con contratto del commercio. I sindacati dei medici e dei pediatri stessi, professionisti a pieno titolo del servizio sanitario pubblico, hanno invano richiesto che i propri assistenti fossero vaccinati con pari priorità, trattandosi in realtà non solo di “impiegati” che scrivono delle carte o delle mail e rispondono al telefono da dietro una scrivania, ma di operatori a stretto contatto dei pazienti, con cui si interfacciano fisicamente, assolvendo il lavoro preliminare al rapporto col medico. Spesso sopperiscono alla mancanza o al ritardo delle informazioni da parte dell’AUSL, ad esempio sull’esito dei tamponi. Sono a tutti gli effetti lavoratori del comparto sanitario. In caso di loro contagio, potrebbero innescarsi pesanti ripercussioni sul servizio sanitario, visto che stanno faccia a faccia coi pazienti. Se poi dovessero assentarsi per lunghi periodi, le attività dell’ambulatorio potrebbero andare in crisi, non essendo, per titoli e professionalità, facilmente rimpiazzabili.

Alla base del diniego c’è una valutazione a mio parere sbagliata, perché opera, all’interno del comparto sanitario, delle distinzioni di ruoli e di contratto, peraltro anche tra pubblico e privato, alle quali il virus, non guardando in fronte chi gli viene a meno di un metro, è assolutamente indifferente.

IL PIANO VACCINAZIONI DEL VENETO

Porto come testimonianza la Regione Veneto, che, approvando fin dal 22 dicembre 2020 un piano completo e dettagliato di “Vaccinazione anti Covid 19” e di “Vaccinazione operatori sanitari territoriali”, calcolandone il numero per singola azienda sanitaria, ha compreso nei 35.581 da vaccinare “il personale di tutti e quattro i ruoli (sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo) del Servizio Sanitario e Socio-Sanitario Regionale, indipendentemente dall’inquadramento contrattuale”. Vi figurano quindi, allo stesso tempo dei sanitari, anche il “personale degli studi dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera scelta”, ma perfino – giustamente, ripeto – il “personale delle strutture sanitarie private (es. strutture ambulatoriali, studi odontoiatrici, centri diagnostici)”.  Tuttora il Veneto è zona gialla, forse non a caso.

L’INTERROGAZIONE

Chiedo pertanto al sindaco di Ravenna, anche nella sua veste di presidente della Conferenza territoriale socio-sanitaria, organo di indirizzo politico-amministrativo dell’AUSL Romagna, se intende caldeggiare, presso la Regione Emilia-Romagna, l’inserimento nelle priorità di vaccinazione del personale di servizio nel comparto sanitario anche gli assistenti degli studi medici o pediatrici. L’urgenza è data anche dal fatto che i medici dovranno a breve iniziare le vaccinazioni ai loro pazienti con patologie più critiche, mentre gli ambulatori pediatrici sono frequentati per la maggior parte da bimbi in età infantile 0-6 anni, che, non portando la mascherina, sono maggiormente soggetti al contagio benché senza sintomi, potendo però estenderlo.

Alvaro Ancisi

(capogruppo di Lista per Ravenna)

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