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Ancisi (LpR): In zona Piscina comunale, problemi di sicurezza, tentativi di furti

Redazione

Ancisi (LpR): In zona Piscina comunale, problemi di sicurezza, tentativi di furti

sabato 24 Luglio 2021 - 09:25
Ancisi (LpR): In zona Piscina comunale, problemi di sicurezza, tentativi di furti

In una casa di via Falconieri, situata a breve distanza dalla piscina comunale Gianni Gambi e abitata esclusivamente da marito e moglie ultrasettantenni, si sono avute, nel giro di due settimane, quattro incursioni di malfattori, oggetto di due denunce contro ignoti presentate alla stazione Carabinieri di viale Pertini i giorni 16 e 21 luglio scorso.

Piscina Comunale
Via Falconieri
  1. Il giorno 8 luglio, l’uomo si era accorto che dalla sua utilitaria, parcheggiata nel cortile di casa, era stato asportato il crick, come dimostrava la custodia gettata a terra. Non vi aveva dato peso, pensando di riacquistarne un altro.
  2. Tre giorni dopo, si è però reso conto che, presumibilmente durante la notte, ignoti avevano allargato, non di molto, le inferriate poste a protezione della finestra ubicata nel vano studio. Siccome anche questo danno era stato di poco conto, non aveva chiamato le forze dell’ordine e tanto meno sporto denuncia.
  3. Sennonché la notte del giorno 15, alle 3:30 circa, mentre si recava in bagno, ha udito un rumore proveniente dalla sala. Insospettito, si è recato a controllare, notando la finestra dello studio aperta e le sue inferriate molto più allargate rispetto alla settimana prima. Affacciatosi alla finestra, ha visto un uomo robusto, non molto alto, vestito di nero e senza mascherina, viso molto rotondo e di carnagione scura ma non di colore. Spaventato, è tornato in camera da letto, ha svegliato la moglie ed insieme hanno attivato l’allarme di casa. Si è poi diretto all’uscita, volendo rincorrere il malvivente, però già distante, perso infine di vista quando ha scavalcato la recinzione di una delle due abitazioni vicine alla sua, diretto in fuga sulla via Ravegnana. Chiamato un familiare abitante nei pressi, ha poi avvisato le forze dell’ordine, giunte subito sul posto. Fatta la denuncia il giorno dopo, ha messo a verbale di non aver subìto alcun furto o danno, tranne l’allargamento dell’inferriata, dichiarando anche di poter riconoscere l’incursore.
  4. La mattina del giorno 21, ha però visto che durante la notte qualcuno aveva tentato di entrare in casa passando dal portoncino della porta garage, senza riuscirci, ma procurando danni alla porta. Di qui la seconda denuncia ai carabinieri.

LISTA PER RAVENNA

Nella stessa serata, mi è giunto dai familiari dei coniugi presi di mira il seguente messaggio: “Buona sera, la presente per segnalare una serie di tentativi di intrusione nell’abitazione dei nostri congiunti sita in zona piscina comunale; fortunatamente tutti falliti. Ora ci domandiamo se, in vista delle prossime elezioni comunali, le forze politiche in gara hanno già stilato un breve programma per combattere una criminalità sempre più forte e pericolosa oppure la sicurezza dei cittadini continuerà a non essere mai contemplata. Così tanti tentativi di intrusione in meno di due settimane, regolarmente denunciati alle forze dell’ordine,  dovrebbero far riflettere gli organi di competenza sul tasso di criminalità presente nella nostra città. Con l’auspicio che Lei possa mettere in evidenza tale situazione, porgiamo cordiali saluti”.  Per quanto riguarda il “breve programma” delle forze politiche, ho potuto rispondere solo trasmettendo il primo dei 21 capitoli del nostro “Programma 2021-2026 per il buon governo dell’Amministrazione comunale”, intitolato “Il diritto alla sicurezza” (allegato), programma che il Comitato operativo di Lista per Ravenna ha approvato di massima il 28 giugno scorso.

IL SINDACO Per ciò che concerne invece il “riflettere degli organi di competenza sul tasso di criminalità presente nella nostra città”, dei quali non facciamo parte, ci rivolgiamo, necessariamente, al sindaco di Ravenna in carica, in qualità di membro del Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica, nonché sovrintendente, in quanto ufficiale del Governo, “allo svolgimento delle funzioni affidategli dalla legge in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria” e “alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto”, dovendo concorrere “ad assicurare anche le cooperazione della polizia locale con le Forze di polizia statale” (art. 54 del Testo unico sugli enti locali). Gli chiediamo, con la presente interrogazione, se intende riferire le proprie valutazioni e intenzioni riguardo a quanto sopra, rispondendoci in consiglio comunale.

Alvaro Ancisi (capogruppo di Lista per Ravenna

PROGRAMMA 2021-2026

Per il buon governo dell’Amministrazione comunale (Estratto)

  1. IL DIRITTO ALLA SICUREZZA

Se Ravenna è ai primi posti in Italia per tutte le forme di delinquenza e per i furti nelle case e nelle imprese, significa che in questo territorio chi non rispetta la legge ha trovato un terreno favorevole, e ciò nonostante l’impegno delle forze dell’ordine e della Procura. I cittadini di Ravenna e quelli del forese oggi si sentono – e i numeri di tutte le statistiche nazionali lo confermano –  in una situazione di estrema insicurezza, disagio, timore per la incolumità propria e della propria famiglia e dunque in pericolo. Furti in casa, rapine, aggressioni, scippi e spaccio sono all’ordine del giorno, rallentati finora solo dalla pandemia, ma pronti a rifarsi.

Il Comune di Ravenna deve utilizzare le ordinanze del sindaco, previste dalla legge, e rimettere mano ai propri regolamenti, per creare le condizioni utili a punire severamente chi viola le regole. Deve lavorare di concerto con il prefetto per favorire un maggior coordinamento tra le forze dell’ordine. Deve cooperare con le forze di sicurezza ausiliarie e coinvolgere il volontariato civico per favorire un presidio dei quartieri sia in forma fisica che digitale; collaborare con le associazioni dei cittadini per incrementare la vigilanza; pianificare il territorio in modo che non si creino dei ghetti; mettere in atto tutte le politiche di prevenzione utili a far capire a chi vuol delinquere che Ravenna non è più casa sua. Tutte cose che l’Amministrazione uscente ha mancato colpevolmente di fare per un buonismo di facciata che ha trasformato parti del nostro territorio, in talune zone urbane e del litorale e nel forese, in porti franchi per delinquenti e sbandati. Tutte iniziative che invece dovranno essere attivate subito.

  • Gli agenti della polizia locale, visto che il loro numero e i loro mezzi di dotazione sono stati fortemente accresciuti, devono essere presenti su tutto il territorio, di città e del forese, attivando anche accordi di collaborazione con le principali agenzie di Sicurezza ausiliaria presenti sul territorio.
  • Devono essere impiegate tutte le risorse disponibili per rendere Ravenna e le sue frazioni un territorio interconnesso da una rete capillare di telecamere, che però devono essere monitorate costantemente, come non avviene per niente ora, gestite da un sistema integrato di sorveglianza (anche con la funzionalità di lettura delle targhe) e sperimentando nel breve un controllo delle zone più problematiche attraverso l’utilizzo di speciali droni.
  • Ma per rendere Ravenna ed il forese un territorio sicuro, occorre soprattutto potenziare e rendere efficienti i servizi e gli esercizi pubblici locali, accrescere e ammodernare le infrastrutture stradali e di trasporto, pianificare correttamente il territorio, perché servizi mancanti o sconnessi e territori abbandonati a se stessi generano malessere e disagio e possono essere terreno fertile per l’insediamento di attività delittuose.
  • Il rispetto delle leggi e delle norme di civile convivenza deve essere imposto fermamente anche verso quanti sono ospiti della nostra comunità, immigrati di qualsiasi nazionalità e colore, nomadi, giostrai, ecc.

(segue)

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