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Al Paviglione di Lugo il 16 luglio il Ravenna festival celebra il “Buena Vista Social Club”

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Foto: Herrera_Fonseca_Martinez – ph_carles_roig_DES

Quando la troupe di Wim Wenders cercò di identificare la sede originale del Buena Vista Social Club a L’Avana per le riprese dell’omonimo documentario, la gente del luogo non concordava su dove fosse stata prima che la rivoluzione castrista abolisse i club riservati a singole etnie o gruppi. Tutti gli intervistati giuravano di sapere dove si trovasse, ma ognuno raccontava una storia differente. Forse è questa la sola verità: oggi il Buena Vista Social Club è da nessuna parte e ovunque, perché appartiene a ogni amante della musica, grazie al progetto dell’etichetta World Circuit Records che venticinque anni fa ricreò la musica popolare in voga nella Cuba degli anni Quaranta. Sabato 16 luglio, alle 21.30 al Pavaglione di Lugo, con Omaggio a Buena Vista Social Club Ravenna Festival celebra quell’epica impresa e quel sound inconfondibile. Protagonisti il cantante Eliades Ochoa, fiero esponente del son cubano che fu in prima linea sul brano simbolo Chan Chan accanto a Compay Segundo, e il trio di Roberto Fonseca, che si muove in equilibrio fra tradizione afrocubana e una modernità fatta di hip-hop, elettronica e barriere da abbattere. L’appuntamento è possibile grazie al sostegno de La BCC e di Confartigianato della Provincia di Ravenna.

 

Un quarto di secolo ci separa dal magistrale e fondamentale revival che ha restituito al pubblico di tutto il mondo l’età dell’oro di cui il Buena Vista fu parte. Oggi Buena Vista Social Club è ancora profondamente rilevante e, soprattutto, ancora incredibilmente affascinante. Lo dimostra l’appuntamento a Lugo, che ne unisce due diverse generazioni: Eliades Ochoa, classe ‘46, ne era parte fin dall’inizio; Roberto Fonseca, classe ’75 e una madre ballerina all’altrettanto celebre Tropicana Club, si è unito alle tournée del gruppo nei primi anni Duemila, lavorando accanto a leggende come Ibrahim Ferrer e Omara Portuondo. Ed entrambi sono aperti alle contaminazioni. Ochoa ha firmato il disco AfroCubism con Toumani Diabaté; mentre per Fonseca l’interesse per il passato, fino a risalire alle radici africane, è sempre stato la scintilla per lanciarsi nel futuro di una musica senza confini ma dalla forte identità. Il suo trio si completa con Raúl Herrera alla batteria e Yandy Martínez Rodriguez al basso elettrico, mentre Ochoa sarà spalleggiato da un ensemble di cinque musicisti.

 

Prima della Rivoluzione cubana del 1959 e durante i decenni della dittatura di Fulgencio Batista, tutti i locali dell’Avana erano segregati. C’erano sociedades de blancos e sociedades de negros, club per gli sportivi e club per i sigarai, club per dottori e ingegneri…Il Buena Vista, attivo dal 1932, era un club per soli membri neri che aveva le proprie radici nei cabildos, le fraternità a cui per secoli avevano aderito gli schiavi africani di Cuba. Nei club si beveva, fumava, giocava a carte, si danzava e si faceva musica. Dopo il rovesciamento di Batista, il presidente eletto Manuel Urrutia Lleó, devoto cristiano, si dedicò a riformare lo stile di vita cubano, chiudendo case da gioco e locali notturni. Ma il colpo di grazia a quell’epoca di musica fu il desiderio del nuovo governo di costruire una società senza distinzioni di classe o etnia. Il linguaggio culturale e musicale delle comunità non-bianche si era sviluppato in risposta a una società segregata, della quale la Sinistra cubana intendeva cancellare ogni traccia con l’introduzione di club più inclusivi. E intanto dagli Stati Uniti erano arrivati il rock, il jazz, il funk…nuovi strumenti e nuovi modi di fare musica che cominciarono a cambiare le regole del gioco.

 

Quasi quarant’anni più tardi, il produttore inglese Nick Gold della World Circuit Records e il chitarrista americano Ry Cooder furono costretti ad abbandonare il progetto che doveva coinvolgere musicisti del Mali e di Cuba (progetto che poi avrebbe trovato sfogo nell’AfroCubism di Ochoa e Diabaté), perché i primi non erano riusciti ad ottenere il visto d’ingresso. Risultato? Con la complicità di Juan de Marco González, decisero di puntare tutto su un gruppo di all-star della musica cubana: tra aprile e marzo 1996 registrarono tre album a L’Avana. Uno di questi era Buena Vista Social Club, che divenne anche il nome dell’ensemble di veterani del son, bolero, danzón, criola, descharga, guajira…gli stili tradizionali che rappresentavano la ricchezza e varietà della musica di quei decenni svaniti. L’album fu un successo assoluto, il film documentario presentato da Wim Wenders nel 1999 fu candidato agli Oscar e l’uno e l’altro riaccesero l’interesse per la tradizione cubana.

 

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org 
Biglietti: da 20 a 25 Euro (ridotto da 18 a 22 Euro)

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