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A Casa Baldassarri di Bagnacavallo, una mostra di video, fotografie, sculture, pitture che indago sullo scorrere del tempo

casa baldassari

A Casa Baldassarri di Bagnacavallo è stata inaugurata sabato 11 la mostra Circa 7 miliardi di anni in collaborazione con Crac Centro in Romagna Ricerca Arte Contemporanea, mostra risultato del progetto che ha ottenuto la menzione speciale nell’ambito della call per curatori emergenti CracxC Call for Curators.

La mostra  resterà aperta fino al 3 luglio. In esposizione ci sono opere che, attraverso diversi linguaggi (fotografie, video, sculture, installazioni, pitture), indagano e raccontano l’idea di cambiamento e dello scorrere del giorno e della notte, delle stagioni, delle epoche, dei secoli e della quotidianità nelle sue più diverse sfaccettature.

Casa Baldassarri, che ha partecipato come parte della giuria nella selezione del progetto vincitore esposto a Dart Villa Verlicchi di Lavezzola, si è riservata di assegnare la menzione speciale al progetto curatoriale proposto da Innesto | Spazi di Ricerca offrendo i propri spazi al team curatoriale scelto. Il progetto è stato tagliato e ricucito ad hoc dalle curatrici Giorgia Bergantin, Sabrina Losenno, Beatrice Marotta e Marta Mazzoni per essere inserito all’interno di un edificio residenziale, parzialmente arredato, dei primi anni Sessanta a Bagnacavallo.

«Tematiche tanto attuali – osservano gli organizzatori –quanto insite e radicate nella vita di ognuno di noi quali il tempo ed il legame dell’uomo con la propria terra costituiscono l’essenza di “Circa 7 miliardi di anni”. Le opere degli artisti sono riunite in un luogo connotato da un forte legame storico e sociale con il territorio circostante: si tratta di uno spazio domestico disabitato da anni ma che trattiene ancora i segni del suo passato animato. Presenti e leggibili sono alcune tracce delle vite che l’hanno percorsa, attraverso le pareti, i buchi sui muri, la boiserie in abete, la particolare carta da parati anni Sessanta.»

Il progetto curatoriale desidera raccontare attraverso le opere di Martina Biolo, Alessandra Dragoni, Alice Mestriner & Ahad Moslemi e di Jacopo Naccarato, la vicinanza dell’uomo alla terra, intesa come luogo di nascita e di appartenenza. «Lo stato naturale, quotidiano, indispensabile e scontato, di vivere un luogo, di abitare una porzione di terra, caratterizza il processo di crescita dell’uomo, che a sua volta permette a quello spazio dimenticato di continuare a sopravvivere ed evolversi. Il titolo “Circa 7 miliardi di anni” – spiegano ancora gli organizzatori – riflette sul concetto di tempo che l’uomo ancora ha a disposizione per prendersi cura della terra: si ipotizza infatti che tra circa sette miliardi di anni la superficie terrestre sarà completamente assorbita dal sole e la maggior parte della vita (se non tutta) sarà estinta. Da questa riflessione si è partiti per dare vita alla mostra.»

La mostra sarà visitabile fino al 3 luglio il sabato e la domenica dalle 18 alle 20 e nei giorni feriali su appuntamento. Per informazioni e visite guidate: 340 0748203 / 338 1047416.